A breve cambieranno i meccanismi di multe e sanzioni su successioni e donazioni. Tutto quello che c’è da sapere per evitare cattive sorprese.
Ancora qualche settimana e poi su successioni, donazioni e imposta di registro si cambia del tutto. Dal 1° settembre, infatti, entrano in vigore le nuove normative fiscali approvate nelle ultime settime -l’ultima proprio poco prima della pausa estiva e riguarda in particolare i giovani eredi, particolarmente avvantaggiati nelle nuove procedure, ma per la verità, non sempre si tratta di buone notizie per i cittadini.
Le nuove procedure introdotte dalla recente riforma fiscale mirano a facilitare le procure, ma rendono anche i controlli sulle dichiarazioni e i pagamenti dovuti più serrati, cosicché si possa arrivare ad una più concreta riduzione fiscale su questo versante. In particolare, in materia di successioni, donazioni e imposte di registro cambiano le regole che fanno scattare multe e sanzioni. Cerchiamo di capire meglio a cosa bisognerà stare attenti.
La riforma fiscale ha modificato radicalmente anche le regole riguardanti le sanzioni e multe che scattano in materia di successione, donazioni e registro di imposta. La cosa fondamentale da sottolineare è che queste nuove regole prevedono sanzioni più severe per chi non adempie agli obblighi necessari.
Le sanzioni scatteranno nel caso in cui si rispetti l’invio della dichiarazione di successione entro i 12 mesi dall’apertura della successione; le multe dovute in questo caso saranno proporzionate all’imposta dovuta che si calcola sul valore dell’eredità.
Attenzione però perché ovviamente le sanzioni variano anche seconda dell’infrazione. Per questo motivo, la sanzione sarà pari al 30% dell’importo non versato (oltre all’obbligo di versare anche quello) se l’imposta non è pagata entro il termine previsto; le sanzioni si riducono di un terzo invece, se le imposte dovute sono pagate entro il termine fissato per la proposizione di ricorso.
L’altra grande novità è rappresentata dalla possibilità di utilizzare le procedure telematiche messe a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. Ma se questo da una parte ha il grande pregio di evitare intermediari -con i costi che questi comportano-, facilitare le procedure e abbreviare i tempi, permette anche alla stessa Agenzia di effettuare controlli più stringenti in particolare per le dichiarazioni precompilate riguardanti i trasferimento di beni aziendali e dei diritti edificatori, ma anche su trust e altre liberalità. L’eventuale presenza di incongruenze farà scattare immediatamente controlli più approfonditi che porteranno a sanzioni anche molto pesanti.
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