A proposito di ferie, nella scuola c’è sempre confusione: ecco come funziona per i precari che non hanno goduto di ferie nell’anno scolastico.
Nel mondo della scuola, che piaccia o meno, il sistema continua ad avere delle falle enormi che nessun Governo fin qui ha realmente manifestato la volontà di risolvere. Uno dei temi centrali da questo punto di vista è rappresentato dalla questione relativa alla posizione dei professori. Che si distinguono, per così dire, in tre categoria. La prima è quella dei docenti di ruolo, a cui vengono riconosciuti praticamente tutti i diritti, a partire dalla questione delle ferie, molto più semplice ed immediata da gestire, e poi ci sono i precari, a loro volta da dividere tra quelli con un contratto lungo e quelli chiamati a svolgere supplenze brevi.
Si tratta di un sistema a dir poco ingiusto, oltre che difficile da gestire dal punto di vista emotivo. Ogni anno, infatti, a partire dal primo settembre, migliaia e miglia di docenti iniziano ad attendere in maniera compulsiva la convocazione per un incarico di supplenza. Anche quelle lunghe, poi, vanno distinte tra le cattedre al 30 giugno, quelle fino al termine delle attività didattiche e quelle che arrivano, invece, fino al 31 agosto. Andiamo a vedere, però, per i docenti precari che durante l’anno non hanno usufruito delle ferie, come funziona per le ferie. Saranno pagate? Ecco come stanno le cose.
Un docente precario viene assunto tendenzialmente fino alla fine dell’anno scolastico, o quanto meno fino al termine delle attività didattiche. Può capitare che, anche per un discorso di convenienza, non vengano usufruite le ferie che vengono concessi a tutti i lavoratori. E che non possono essere godute neanche nel periodo estivo, di chiusura delle scuole, visto che non c’è in quella fase un contratto in essere. In tal senso, a riguardo è arrivata una importante sentenza della Corte di Cassazione.
Con l’ordinanza n. 16715/2024 del 17 giugno 2024, i giudici hanno stabilito che i docenti precari che non hanno usufruito delle ferie durante l’anno scolastico e non hanno avuto nessun sollecito a farlo da parte del Dirigente scolastico, alla scadenza del contratto devono ricevere una monetizzazione, per così dire, del congedo di cui non si è usufruito. Da non sottovalutare questo aspetto, per motivi che poi andremo a vedere: serve che il Dirigente non solleciti. Di recente, ricordiamo, ci sono stati diversi concorsi proprio per i docenti.
Nel momento in cui il Dirigente Scolastico invita il docente ad usufruire dei giorni di ferie (deve essere espresso che non goderne implica la perdita di questo diritto) e quest’ultimo si rifiuta, allora si perde anche la possibilità di avere la monetizzazione. Niente da fare, dunque, in questo caso. Ecco invece le ultime sul personale ATA, sempre restando nel mondo della scuola.
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