Economia

Sono badante, se mi licenzio potrò avere la NASPI?

Andiamo a vedere cosa dice la legge in relazione a questo sussidio connesso al licenziamento e come muoversi in situazioni di questo tipo.

Naspi per le badanti, andiamo a vedere cosa sapere e come stanno le cose a riguardo (Codiciateco.it)

Il mondo del lavoro ha tante sfaccettature ed è per questo molto difficile da affrontare come argomento. Proprio per la sua complessità, che necessita in un contesto del genere anche di una struttura importante per quel che riguarda la normativa di riferimento da questo punto di vista. Un settore che dal punto di vista normativo è molto specifico e che per questo va analizzato in maniera approfondita per essere compreso a fondo è sicuramente quello che gravita attorno alle badanti. Figure di capitale importanza nella società moderna, con il compito per niente semplice di prendersi cura delle persone più anziane.

Questi ultimi rappresentano la memoria storica del Paese e sono tra le poche figure capaci di mettere tutti d’accordo. Ovviamente, però, arriva un punto nella loro vita in cui si rende necessaria la figura di una badante. Ed ecco che in tal senso torniamo su questo argomento. Andiamo a vedere, in tal senso, com’è la situazione per queste figure professionali in termini di garanzia. Nel caso in cui perdono il lavoro, per un qualunque motivo, come funziona per la NasPi? Per chi non lo sapesse, si tratta del sussidio che viene riconosciuto a chi perde il lavoro per questioni che vanno al di là della loro volontà.

Naspi per le badanti: cosa dice la legge

NasPi e badanti: analizziamo cosa dice la legge da questo punto di vista (Codiciateco.it)

Perdere il lavoro, per un motivo o per un altro, è sempre un duro colpo. Dal punto di vista emotivo sicuramente, ma anche e soprattutto per quel che riguarda la sfera economica. In tal senso, è giusto sapere che se una badante si licenzia ha assolutamente diritto ad ottenere la NasPi. Ovviamente, però, questo può avvenire solo a determinate condizioni, come succede per tutti gli altri profili lavorativi. Con tutte le specifiche del caso che si rendono necessarie in questo caso.

Ne ha diritto, infatti, nel momento in cui rassegna le dimissioni durante i cinque mesi di astensione obbligatoria legata alla maternità, a condizione però che ci sia un documento dell’Ufficio territoriale del lavoro che lo attesti. Ovviamente scatta anche nelle situazioni, ben specificate, di condizioni di lavoro insostenibili. Prima di procedere andando ad elencarle, ti ricordiamo cosa succede nel momento in cui l’assistito muore.

Quando dimettersi da badante dà la NasPi

Questo avviene nel momento in cui una persona si vede praticamente costretta a lasciare il posto di lavoro per condizioni gravi. Esempi sono il mobbing, violenze subite, mancato pagamento dello stipendio, molestie ed anche per un peggioramento delle mansioni di lavoro da svolgere rispetto a quelle inizialmente previste. In conclusione, ti ricordiamo i costi per assumere una badante nel 2024.

Gaetano Pantaleo

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