Non solo l’assegno di inclusione: per chi non può averlo, in alternativa esiste anche supporto per la formazione e il lavoro. Ecco come funziona e cosa serve per ottenere quest’altro aiuto
Sono ormai quattro mesi che il reddito di cittadinanza è uscito ufficialmente di scena cambiando le dinamiche sociali in Italia. Gli ultimi che hanno ricevuto gli accrediti sulla carta nel 2024 sono coloro che avevano diritto alle mensilità di gennaio, febbraio e marzo per quanto riguarda l’assegno unico che appunto giungeva su RdC, nel frattempo hanno preso forma nuove misure di sostegno a favore delle persone che versano in condizioni economiche estremamente difficili e necessitano di un sostegno statale.
L’intento con questa nuova normativa è stato quello di indirizzare tale beneficio solo a chi realmente spettava, provando a stringere il cerchio ed eliminare i famosi furbetti che nel frattempo – tra un escamotage e un altro – si sono inseriti tra reali beneficiari intascando soldi ogni mese indebitamente. In migliaia sono stati beccati con provvedimenti non certo piacevoli, ma tanti altri l’hanno fatta franca affiancando spesso alle ricarica un lavoro a nero. L’obiettivo attuale è di non regalare più soldi a chi imbroglia e a discapito di chi è davvero in povertà, inserendo parametri e iter che possano tutelare il reale interesse di questa iniziativa.
E’ in questo senso che vanno le due misure introdotte, ovvero l’assegno di inclusione e il supporto per la formazione e il lavoro. Il primo è ormai noto: per averli bisogna avere in famiglia minori, disabili o anziani in difficoltà economica, e sono necessari determinati requisiti soprattutto per quanto riguarda l’ISEE, con un tetto massimo di 9.360€. Il secondo è invece indirizzato, innanzitutto, a chi ha tra 18 e 59 anni e non hanno i requisiti per avere accesso all’ADI, purché ci sia però un limite ISEE di non oltre 6.000 euro.
A queste persone spetta un assegno mensile di 350 euro per la durata di 12 mesi. Il pagamento, però, è legato alla partecipazione effettiva ad attività formative, di qualificazione o orientamento professionale. Dopo aver presentato domanda presso sito INPS o tramite Caf o patronato, bisogna iscriversi sul portale sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa e sottoscrivere il patto di attivazione digitale proprio come accade con l’assegno di inclusione.
Il Reddito di cittadinanza è stato dunque riscritto suddividendolo in due misure distinte e separate, più omogenee nei piani del governo e controllabili. A differenza dell’ADI che sembra prendere un proprio equilibrio e costanza, l’SFL è ancora in una situazione di confusione con mancati pagamenti nonostante la domanda approvata o accrediti a mesi alterni. L’istituto non si è pronunciata ufficialmente su questa situazione ma va da sé che l’obiettivo è regolarizzare anche tale misura di sostegno, così da dare una minima garanzia mensile soprattutto a chi ha un bisogno vitale e impellente di contanti.
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