C’è la possibilità di rinunciare alla pensione e di avere in cambio uno stipendio maggiorato: andiamo a vedere i dettagli e di che si tratta.
La pensione non per tutti rappresenta un punto di arrivo. Soprattutto per coloro che iniziano seriamente a godere di questo beneficio, infatti, subentra molto presto una forma di nostalgia rispetto a quello che era un tempo la loro vita. Si tratta, infatti, di un rallentamento importante di quelli che sono i ritmi a cui ciascuno di noi di norma è abituato. In un contesto del genere, non è da escludere assolutamente la possibilità che un pensionato possa decidere di rinunciare a questa opportunità e di continuare a lavorare. E si tratta di un qualcosa di tutt’altro che raro.
In tal senso, c’è adesso una possibilità a dir poco ghiotta che non tutti conoscono e che però risulta essere davvero molto interessante. Essa si rivolge, per l’appunto, a tutti coloro i quali, pur avendo raggiunto tutti i criteri richiesti dalla legge per andare in pensione, decidono comunque di continuare a lavorare. Per loro, infatti, c’è la possibilità di ottenere un aumento importante di stipendio netto percepito. Andiamo a vedere nel dettaglio di che cosa si tratta e quali sono i criteri per poter accedere a questa misura che per molti rappresenterà una svolta non di poco conto.
In tal senso, è arrivato per tutti un annuncio importante che arriva direttamente dall’INPS, le cui comunicazioni non sono mai da prendere con leggerezza. In tal senso, l’oggetto in questione è il cosiddetto bonus Maroni, vale a dire un aumento sensibile dello stipendio riconosciuto a coloro i quali rinunciano ad andare in pensione pur avendo raggiunto i requisiti necessari. Questa soluzione si rivolge tanto a chi opera nel privato quanto chi è impiegato invece nel pubblico.
Chi ha raggiunto i termini della cosiddetta “Quota 103” ma rinuncia vedrà lievitare non tanto la retribuzione lorda, quanto lo stipendio netto che arriva sul suo conto. Si tratta, infatti, di un esonero contributivo non di poco conto che fa lievitare la cifra che viene percepita. Ovviamente, si rivolge alle persone che ancora devono andare in pensione e non a quelli che già usufruiscono di questo assegno. In tal senso, è importante controllare quanti contributi INPS sono stati versati.
L’esonero contributivo previsto dal cosiddetto bonus Maroni è pari al 9,19% e può arrivare, dunque, a seconda dei casi a rappresentare una cifra considerevole che arriva in più sul proprio stipendio. Si tratta di un beneficio, oltre che per il lavoratore, anche per il datore di lavoro, che non dovrà versare più quella fetta di contributi. Ecco invece cosa sapere sulla durata della pensione di reversibilità.
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