Il rapporto Istat sui salari dei lavoratori italiani mostra una crescita in alcuni comparti e categorie, il dettaglio degli incrementi.
Nel secondo trimestre del 2024, l’Istat ha registrato un aumento dei salari nel settore privato, superiore all’inflazione: nel dettaglio, vedremo quali di questi hanno avuto gli incrementi maggiori in questo periodo. Si tratta di un salto in avanti importante, visto anche come aumenta il costo della vita in questi mesi. Agosto in generale sembra essere un mese di crescita.
Secondo il rapporto Istat diffuso oggi, gli incrementi di stipendio maggiori sono in particolare in settori come legno, carta e stampa (+8,5%), credito e assicurazioni (+7,1%) e metalmeccanico (+6,4%). Invece, in settori pubblici come farmacie, telecomunicazioni e forze dell’ordine, i salari sono rimasti invariati. Insomma, la situazione mostra anche un rovescio della medaglia importante.
Nella pubblica amministrazione tutti i contratti sono scaduti, con un rallentamento della crescita retributiva, e al contrario è il lavoratore privato che sorride per i risultati ottenuti: bisogna sapere come far valere i propri diritti, in materia di aumenti salariali, ma stando ai dati Istat, in ogni caso, solo il 18,5% dei lavoratori del settore privato attende a oggi il rinnovo contrattuale.
A giugno 2024, il 64% dei dipendenti era coperto da contratti collettivi nazionali in vigore, ma appunto questa situazione riguardava esclusivamente il settore privato, nel quale la durata media di attesa per il rinnovo contrattuale è scesa a 23,2 mesi. Insomma, se chi lavora nel settore privato può sorridere perché vede adeguarsi gli stipendi all’inflazione – cosa di non poco conto – nel pubblico c’è un vero problema.
L’aumento significativo dei salari nel settore privato di diversi punti percentuali, in questo trimestre, mitiga molto bene l’aumento dell’inflazione, che è salita dello 0,9%. Le differenze sono evidenti anche da Nord a Sud del Paese, poiché in alcune Regioni, a un forte aumento dell’inflazione, non corrisponde un reale aumento dei salari e infatti la spesa pro capite delle famiglie è aumentata di qualche centinaio di euro all’anno.
Per quanto concerne la pubblica amministrazione, nessun contratto in scadenza nel 2024 è stato appunto rinnovato e l’unico sostegno retributivo è quello derivante dall’indennità di vacanza contrattuale per i dipendenti delle amministrazioni non statali. Nel suo rapporto, l’Istat prevede una crescita dei salari nel semestre luglio-dicembre 2024, con un incremento del 2,7% dell’indice delle retribuzioni contrattuali orarie.
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