Economia

Quanto soldi si possono regalare? C’è un limite per legge?

I regali in denaro sono diventati sempre più diffusi e comuni, ma ci sono regole e limiti imposti dalla legge a riguardo? Scopriamolo.

Quali sono e se ci sono le normative legate ai regali in denaro (CodiciAteco.it)

Quando si effettua un regalo in denaro a qualcuno si sta effettivamente mettendo in atto la cosiddetta donazione. Ed è quest’ultima fattispecie, regolata dalla legge, a definire quelle che sono le linea guida da seguire per un regalo in denaro.

Per esempio, se la somma regalata o donata è di non modico valore, poniamo il caso siano 200mila euro, allora bisogna necessariamente sottoscrivere un atto notarile alla presenza di due testimoni. Fino a qualche tempo fa poi, le donazioni consistenti erano anche tassate, ora la legge è cambiata. Infine, se il denaro è regalato per l’acquisto di un bene specifico, allora si parla di donazione indiretta per cui può bastare un semplice bonifico -quindi sempre tracciabile- senza la necessità di ricorrere al notaio.

Quando si parla di donazione non c’è un limite espresso dalla legge; questo vuol dire che ogni persona in vita e in grado di intendere e volere è libera di sceglie se, come e quanto donare o regalare soldi a parenti, amici e conoscenti. Tuttavia ci sono delle regole da seguire e che servono più che altro a rendere valido l’atto stesso del regalo.

Le regole da seguire quando si regalano soldi a qualcuno

I regali in denaro si conformano come donazioni, quali sono le regole da seguire (CodiciAteco.it)

Appurato quindi che non ci sono limiti di somme che si possono regalare, è bene comunque che la donazione sia tracciabile; quindi utilizzare meccanismi come bonifici o assegni non trasferibili. Queste modalità di donazione servono eventualmente necessario, per giustificare all’Agenzia dell’Entrate le somme in capo al donatario.

Le donazioni di modico valore o anche se cospicue ma versate per l’acquisto diretto di beni -dall’auto alla ristrutturazione- non richiedono né atto notarile né una qualche altra forma scritta. Ai fini della legge e della validità della donazione, può bastare anche il semplice bonifico. Questo però non toglie che le parti possono ricorrere autonomamente ad una scrittura privata e registrarla all’Ufficio Registri dell’AdE; in questo caso si parla di un atto per fini personali a cui si vuole dare un data e che eventualmente potrebbe servire in caso di accertamenti da parte dell’Agenzia stessa.

Come anticipato, però ci sono casi in cui per la donazione è necessario ricorrere all’atto notarile alla presenza di due testimoni. Si ricorre a questa forma di rogito se l’importo è estremamente rilevante e può cambiare le condizioni di vita del donante. La violazione dell’atto pubblico rende quest’ultimo nullo a sensi civilistici, per cui può essere impugnato da altri parenti o eredi, ma non sospetto per il fisco.

Le limitazioni rispetto agli altri eredi

Le donazioni, soprattutto quelle consistenti, possono essere contestate ed impugnate dagli altri eventuali eredi del donatore. Soprattutto se questi va ad intaccare la loro quota legittima di eredità.

Gli eredi legittimi possono, quindi, non prima della morte del donatore impugnare la divisione ereditaria e nel caso in cui questo non dovesse bastare a soddisfare le loro quote legittime potranno anche intentare la revoca della donazione in denaro eseguita quando il cuius era ancora in vita.

Anna Peluso

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