In Italia sono sempre di più le cremazioni dei defunti, una scelta sostenibile e comprensibile, ma quali sono i costi nel 2024?
In Italia sempre più persone scelgono di far cremare il proprio caro. Si tratta di una scelta dettata da numerosi fattori personali, ma quali costi implica tale operazione? Prima di tutto, bisogna chiarire che i costi di tale procedura non sono universali, ma possono variare anche di molto da territorio a territorio. Tuttavia, i prezzi devono avere un tetto massimo stabilito.
La cremazione sicuramente è più vantaggiosa rispetto alla sepoltura tradizionale. Il costo base è stabilito dallo Stato, e questo sono aggiunti ulteriori costi dai singoli Comuni, in base alle esigenze delle famiglie. Inoltre, a influire sui costi c’è anche la residenza del defunto nel luogo di cremazione. La tariffa ministeriale è fissata, al 2024, a 624 euro circa.
A incidere sui costi della cremazione di un defunto troviamo i servizi funerari, quindi la cerimonia, il trasporto della salma, e tutto ciò che ruota attorno alle celebrazioni della persona scomparsa. Ovviamente, l’urna scelta incide parecchio. In commercio si trovano urne di ogni genere e tipologia, realizzate con materiali di ogni tipo, dal legno al marmo fino al metallo decorato.
Le urne hanno un prezzo che va da 50 fino a 200 euro, a questi si aggiungono decorazioni artistiche per 100 euro, fotografie, con prezzi che oscillano da 50 a 150 euro, incisioni personalizzate da 200 a 500 euro, fino all’uso di materiali esclusivi che possono arrivare anche a 1000 euro. 730/2024, si possono detrarre anche le spese funebri: come.
Come accennato, a influenzare il prezzo della procedura è anche la tariffa applicata dai singoli Comuni, dunque il prezzo varia da città a città. A Roma i prezzi sono tra i più alti, per via delle politiche tariffarie comunali. Anche la distanza dal forno crematorio è importante, più è lungo il tragitto per trasportare la salma fino al forno crematorio e più si spende. Funerale, se non ci sono i soldi chi salda il pagamento?.
Per i cittadini residenti nello stesso Comune dove è presente il forno, di solito i costi sono minori, poiché i Comuni offrono tariffe agevolate rispetto a cittadini provenienti da altrove. Ci sono leggi specifiche che riguardano la dispersione delle ceneri del defunto, così come la tumulazione in un cimitero. Ogni scelta comporta diverse spese e diversi permessi.
Nei grandi centri urbani, come Roma o Milano, i costi sono generalmente più elevati. Questo è dovuto ai costi dei forni crematori, alle tariffe adottate dai Comuni, alle tasse da versare. Ad esempio, una cremazione a Milano, nel forno crematorio di Lambrate, ha un costo di 278 euro per i residenti, il trasporto della salma al crematorio costa 78 euro, mentre la cassettina per le ceneri ha un prezzo di 15,75 euro.
A Roma il costo della cremazione è di 500 euro per i residenti, nel cimitero Flaminio, a Firenze la cremazione ha un costo di 442 euro, per i non residenti il prezzo sale a 511 euro, mentre a Torino la tariffa è di 599 euro. A queste spese si devono aggiungere i costi extra in base ai servizi richiesti. Quali sono le normative che regolano la pratica della cremazione?
Secondo la legge italiana, la volontà di essere cremato deve essere espressa dalla persona, tramite testamento o attraverso una dichiarazione autenticata dai familiari. Per procedere con la cremazione, bisogna ottenere i permessi rilasciati dall’ufficiale di stato civile e dall’autorità sanitaria locale. Agenzia onoranze funebri: permessi e cosa serve per aprire tale attività.
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