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Quando si spegneranno i riscaldamenti 2024: le date per regioni

E’ ormai sempre più vicino lo spegnimento dei riscaldamenti: ma quali sono le previsioni e le date stabilite per quanto riguarda questo 2024?

Quando si spegneranno (codiciateco.it)

Cominciamo col dire che il nostro Paese, per quanto riguarda il funzionamento e dunque la gestione del riscaldamento, viene suddiviso in ben sei zone climatiche differenti proprio in base alle città, alle province e al clima a cui si può andare incontro. Cerchiamo di vederle in breve così da avere chiaro in mente di cosa stiamo parlando.

Ma arriviamo dunque ad analizzare zona per zona quali sono le aree interessate e soprattutto quando, in queste aree specifiche, è previsto lo spegnimento dei termosifoni. Per saperne di più, non dovete fare altro che continuare a leggere insieme a noi: cosa bisogna sapere.

Riscaldamento 2024, quando verrà spento

Quando si spegneranno (codiciateco.it)

Per prima cosa incontriamo la Zona A. Include: i Comuni di Lampedusa e Linosa, e Porto Empedocle. Qui i riscaldamenti verranno spenti non prima e soprattutto non dopo il 15 Marzo, ed è senza dubbio la zona che vedrà lo spegnimento più imminente. Al secondo posto troviamo la Zona B:include le province di Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa, Trapani. Qui lo spegnimento slitta di qualche settimane e per la precisione bisognerà aspettare il 31 Marzo. Stessa data, questa, a cui andranno incontro gli abitanti della zona C: le province di Imperia; Latina; Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto.

Passiamo ora a coloro che dovranno aspettare ancora un po’ per spegnere in modo definitivo i propri riscaldamento. Stiamo parlando della Zona D: province di Genova; La Spezia; Savona; Forlì; Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo; Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia. Tutte queste aree, dunque, attenderanno fino al 15 Aprile, data che condividono anche con la Zona E.

Vale a dire province di Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli; Bologna; Bolzano. Ma anche: Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza; Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti; Campobasso; Enna; L’Aquila e Potenza. Concludiamo infine con la Zona E, ovvero Cuneo, Belluno e Trento, in cui invece non sono previste limitazioni specifiche. 

Come spesso accade, però, a discapito delle suddivisioni di cui vi abbiamo appena parlato, anche quest’anno ci sono delle specifiche città che andranno incontro a delle eccezioni. Stiamo parlando del caso di Milano, Torino e Bologna che non si spegneranno il 15 Aprile ma anzi anticiperanno al 7, così come per quanto riguarda la città di Roma. Per finire, le città di Napoli e Palermo non attenderanno fino al 31 Marzo, ma potranno anticipare al 24.

Simona Contaldi

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