Come riuscire a recuperare una consistente somma con il Modello 730; basta inserire una voce di cui molti si dimenticano.
Il 730 è il più semplici dei modelli che lavoratori dipendenti e pensionati possono utilizzare per fare la dichiarazione dei redditi. La semplicità sta ne fatto che non bisogna fare calcoli e di conseguenza la compilazione è più semplice. Un altro vantaggio è che il modello 730 permette di recuperare anche il rimborso sulle imposte di busta paga, nel caso dei lavoratori, o della pensione tra luglio e settembre, se si parla invece di pensionati.
Questo rimborso si chiama, in termini fiscali, detrazione ed è quello strumento attraverso il quale i cittadini possono ridurre le imposte lorde sottraendo ad esse le spese o una parte di esse effettuate durante l’anno. Non tutte le spese affrontate da ogni singolo nucleo familiare possono diventare una voce del modelli 730 e quindi far aumentare la detrazione ottenibile, ma sicuramente ce ne sono parecchie e in particolare alcune di queste permettono di recuperare un bel gruzzoletto di soldi.
Si è soliti pensare se che le spese medici (dalle fatture delle visite agli scontrini fiscali delle farmacie, ndr) siano la voce grossa del Modello 730. Quella che proprio non può mancare e che in generale permette di recuperare più detrazioni possibili. In realtà non è del tutto così.
Basta informarsi un po’ che sono davvero tantissime le spese che si possono inserire come voci per le detrazioni del 730 e che alla fine dei conti permetteranno di recuperare parecchio. Non tutti sanno, per esempio, che sono voce di spesa detraibile anche le spese funebri o le attività sportive praticate così come le spese di assicurazioni e quelle scolastiche. Insomma già questi pochi esempio danno il quadro di quanto si possa inserire nel modello.
Tuttavia la spesa affrontata dalle famiglie e che permette di recuperare più detrazioni e di cui spesso ci si dimentica è la casa. Tra le voci inseribili nel modello è possibile, e anzi dovrebbe essere la prima, inserire anche il canone di affitto dell’immobile utilizzato come abitazione principale.
La detrazione per l’affitto è sostenuta dal Testo Unico sulle Imposte e sui Redditi ed integrata dalla riforma fiscale del 2024. Essa si applica ai contratti di affitto a canone libero, convenzionale, per i giovani tra i 20 e i 30 anni, ma anche lavoratori dipendenti trasferitisi a causa del lavoro, studenti fuori sede oltre i 100km.
A seconda del reddito percepito si recuperano da un minimo di 150 ad un massimo di 2.633 euro; facendo giusto qualche esempio, i redditi che non superano i 15.493 recuperano 300 euro, mentre si scende a circa 247 se il reddito arriva alla soglia dei 30mila euro. Per ottenere questa detrazione bisogna presentare copia del contratto di locazione che attesti la presenza delle spese di affitto e la la somma sostenuta mensilmente.
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