Economia

Posso usare la carta di credito di mio marito/mia moglie? E’ un reato?

La carta di credito del coniuge può essere usata? Cosa dice la legge in merito: facciamo chiarezza su un aspetto fin troppo sottovalutato

Carta di credito del coniuge (Codiciateco.it)

Con il matrimonio si condivide tutto, in salute ed in malattia, come si recita. È un’unione che anche a livello patrimoniale unisce i coniugi, a meno che, i due non richiedano la separazione dei beni. Ma dal punto di vista dell’uso della carta di credito, cosa dice la legge?

La moglie o il marito può usare quella del coniuge per un prelievo o un pagamento? Vi siete mai fatti queste domande e soprattutto conoscete la risposta? Facciamo chiarezza su un aspetto molto importante e capiamo se si tratta di reato o meno utilizzare la carta del coniuge.

Usare la carta di credito di mio marito/mia moglie, è reato?

Cosa dice la legge sull’uso della carta di credito del coniuge (Codiciateco.it)

Secondo la legge una carta di pagamento, sia essa di credito, di debito, prepagata o bancomat, non va dichiarata al fisco, può essere utilizzata solo dal legittimo titolare, colui che compare indicato sulla carta stessa. Ogni altro uso è dunque improprio anche se viene fatto dalla moglie o dal marito in quanto il legame personale che intercorre tra le parti, non viene riconosciuto dalla legge.

Per compiere delle operazioni per conto del titolare occorre, infatti, una delega come previsto per legge e secondo le disposizioni dell’istituto di credito. Tutto questo viene confermato dal fatto che quando si volge un’operazione allo sportello postale o bancario, per procedere è necessaria l’identificazione della persona per comprendere se si tratta del titolare, se diversamente nessuna procedura viene autorizzata.

Ecco perché utilizzare la carta di credito del coniuge rappresenta un reato. Agli occhi dei cittadini potrebbe sembrare un fatto paradossale ma non è così in quanto la sussistenza di tale legge tutela il patrimonio ma anche l’affidabilità delle carte di pagamento e dunque anche le transazioni effettuate. Si parla, infatti, di reato contro la fede pubblica.

Cosa dice la legge e cosa si rischia

Per quanto su detto, pur essendo coniugi, per usare la carta della propria dolce metà non basta il consenso dell’altro all’uso ed il reato sussiste in ogni caso come stabilito dall’articolo 493 bis del Codice penale definito come “Indebito utilizzo e falsificazione dei mezzi di pagamento diversi dai contanti”.

Cosa succede, dunque, se uno dei due usa la carta di cui l’altro è titolare? I rischi non sono pochi e sono da attenzionare e conoscere prima di ritrovarsi in dinamiche poco piacevoli. Si rischia la reclusione da 1 a 5 anni ed una multa che va da 310 a 1.550 euro. L’aspetto da sottolineare è che questo tipo di reato è considerato a procedibilità d’ufficio, il che significa che, anche se non c’è denuncia da parte del coniuge, si può procedere con le indagini ed il processo.

Francesca Bloise

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