I lavoratori autonomi, per poter pagare tasse e contributi, devono aprire una Partita Iva, o in forma ordinaria o in forma forfettaria.
A cosa serve una Partita Iva? Stando alla definizione ufficiale fornita dall’Agenzia delle Entrate, essa è “un codice di 11 cifre che identifica univocamente gli operatori che intendono svolgere un’attività economica nel territorio dello Stato“. In altre parole i lavoratori che intendano svolgere attività lavorativa autonoma (cioè quelli non dipendenti) dovranno aprirne una, al fine di pagare tasse e contributi nel modo giusto.
La Partita Iva può essere ordinaria o agevolata: in particolare la seconda tipologia è detta forfettaria, poiché comporta la determinazione forfettaria del reddito da assoggettare a un’unica imposta (del 15% o del 5% in alcuni casi), in sostituzione di quelle ordinariamente previste. Per poter rientrare nel regime agevolato, però, bisogna rispettare alcuni requisiti, sia rispetto al reddito che rispetto al tipo di attività svolta.
Connesse al mondo delle Partite Iva, infatti, esistono numerose specifiche, ad esempio i codici Ateco, le casse previdenziali o la Gestione Separata e via dicendo. Da un punto di vista reddituale una Partita Iva forfettaria non può incassare oltre 85mila euro annui. Tale limite è stato recentemente alzato, poiché prima era fissato a 65mila euro all’anno.
Esistono inoltre delle cause di esclusione dal forfettario, riguardanti soprattutto alcuni tipi di professione. In particolare i codici Ateco che identificano la vendita di sali e tabacchi (47.26.00), le vendite a domicilio (47.99.10), le agenzie di vendita all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione. Ma anche il commercio di rottami e materiali di recupero (46.77.10), le agenzie di viaggio e turismo (79.11.00), gli agriturismi (56.10.12) e le attività editoriali (58.11.00).
Tale esclusione dipende principalmente dal fatto che per tutte queste categorie sono già previste agevolazioni fiscali e pertanto non necessitano di ulteriori benefici a cui accedere tramite il regime forfettario. A proposito di quest’ultimo si può inoltre aggiungere che, stanti determinate condizioni, per i primi 5 anni di attività forfettaria si può usufruire di un’aliquota agevolata al 5%, che aumenta al 15% a partire dal sesto anno di attività autonoma.
La gestione di una Partita Iva può risultare complicata per i contribuenti, soprattutto quelli che sono alle prime armi. Ciononostante essere informati o rivolgersi a qualche consulente professionista può aiutare a trarre il meglio dai regimi fiscali a cui i cittadini possono far riferimento.
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