L’Italia deve tagliare le spese e le pensioni hanno raggiunto una percentuale Pil troppo alta. L’Ocse caldeggia alcuni tagli importanti.
L’Italia dovrebbe aumentare le tasse di successioni e sulle case, limitare la flat tax, limitare il tetto del denaro contante, ma soprattutto avviare al taglio diverse pensioni. È quanto l’Ocse -l’Organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico- consiglia al Governo Meloni dopo la pubblicazione di uno studio economico dedicato al nostro Paese e pubblicato nei giorni scorsi.
L’ultimo rapporto sull’economia italiana dice che le pensioni sono arrivare a ricoprire il 16,5% del Pil nazionale e che si tratta di un dato destinato a crescere fino al 2040, da qui i consigli dell’Ocse sulla necessità di arrivare a dei correttivi in maniera tempestiva.
Secondo gli economisti di Parigi, il rapporto debito pubblico/Pil dell’Italia è tra i più elevati dell’area Ocse e che in assenza di variazioni delle politiche è destinato a crescere. per questo si fa necessario un aggiustamento di bilancio che allinei le regole italiane alla fiscalità Europea. Le raccomandazioni inviate nel documento dall’Ocse riguardano in particolar modo le pensioni, proprio perché rappresentano una delle voci più sostanziose e in crescita del Pil.
Le soluzioni indicate dall’Organizzazione per sistemare i conti pubblici sono diverse: si parte, intanto, con una riduzione delle pensioni per i redditi più elevati, in questo caso si potrebbe “limitare l’incremento della spesa, mantenendo adeguati servizi pubblici e protezione sociale“. In altre parole, le pensioni d’oro vanno ridotte o meglio, tassate soprattutto se l’assegno non è interamente legato ai contributi versati.
Altro aspetto caldamente raccomandato è l’eliminazione delle varie forme di pensione anticipata. La priorità deve essere quella di orientare la spesa pubblica verso settori destinati alla crescita, per questo la spesa pensionistica va limitata sottolineando, si legge nel report, come la piena attuazione della Legge Fornero sia stata di fatto rimandata attraverso “l’adozione di quei regimi di pensionamento anticipato ad hoc” e quindi le varie Quote 100, 102 e 103.
Nel report si legge anche come la pensionistica dovrebbe essere ridotta attraverso un taglio alle pensioni di reversibilità che sono le più elevate (dati Ocse del 2019 circa il 2,5% del Pil). L’Organizzazione consiglia, in questo caso, di condizionare l’accesso a questo contributo pensionistico a una soglia anagrafica e, quindi, “l’introduzione di un criterio che avvicini l’età a cui è possibile accedere alla pensione di reversibilità a quella prevista dalla legge per il pensionamento“.
Non basterebbero comunque solo questi tagli, dicono da Parigi, per rimettere in sesto per davvero le casse dello Stato. C’è bisogno anche dell’attuazione di altre politiche economiche come, per esempio, un aumento della tassazione spostata dal lavoro alle successioni e ai beni immobili che renderebbe la fiscalità più congeniale alla crescita oltre che ad aumentare le entrate.
Resta fermo il contrasto all’evasione fiscale, raccomando però di evitare una flat tax a regimi forfettari per tutti.
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