Nuovo accredito pensione, finalmente è stato confermato: scopri cosa troverai nel cedolino di giugno e in cosa consiste questa novità sugli importi.
Le pensioni sono da sempre un tema molto caldo proprio per gli effetti che questi producono sulla popolazione. Ogni mese infatti ci sono delle novità che possono giovare o meno alle persone pensionate. E giugno sarà un mese molto particolare perché sono previste delle manovre nuove che possono incidere sugli importi che si riceveranno. Per questo motivo può essere utile sapere di quali aumenti si tratta, se si può parlare di accredito vero e proprio e quando si riceveranno.
In cosa consiste l’entità di adeguamento della pensione? E soprattutto chi rientra in questa fascia di di formulazione della somma erogata mensilmente? Insomma, sono tutte domande che meritano di ricevere adeguate ed esaustive risposte. Dal canto suo, l’INPS ha già comunque provveduto a pubblicare i primi cedolini delle pensioni del mese di giugno. Saranno pagate il primo del mese per gli accrediti postali e per i prelievi in contanti. Dal tre giugno per chi opta per l’accredito bancario.
Alcune persone potranno notare nel mese di giugno un interessante aumento per quanto riguarda l’importo spettante. Gli aumenti e gli arretrati li riceveranno solo quelle persone che a giugno ancora non hanno ricevuto gli adeguamenti sulla pensione relativi all’ultima riforma IRPEF. Se ne è parlato moltissimo, riguarda chi ha un reddito tra i 15.000-28.000 euro annui. Tale fascia è stata inglobata nell’aliquota pari al 23% e non più quindi del 25%, come era fino allo scorso anno.
Quindi spetta la differenza che deriva da questa variazione di due punti percentuali. Le persone già da marzo hanno avuto l’accredito registrando anche un più 21 euro al mese, oltre agli arretrati. Si potrà controllare direttamente nel cedolino della pensione di giugno 2024 e deve apparire la dicitura da questa mensilità la tassazione viene applicata sulla base del decreto legislativo 2016 del 2023. A giugno quindi si riceveranno aumenti e gli arretrati non corrisposti da gennaio a maggio.
Facendo alcuni esempi pratici: ad esempio i redditi di 16.000 euro annui verseranno 3.680 euro di IRPEF e non più 3.700 quindi spetterà questo risparmio di 20 euro annui, nel cedolino si riceveranno 1,67 euro in più al mese. Per i redditi invece di 28.000€ si verseranno 6.440 euro di IRPEF e non 6.700, quindi c’è un risparmio di 260,00 euro annui che si traduce in 21,66 al mese.
Sempre i redditi di 16.000€ annui otterranno 8,35 euro di arretrati, via via aumentano sino ad arrivare ai redditi di 28.000€ che riceveranno di arretrati ben 107,50 euro. Se la dicitura sopra enunciata non vi è neppure a giugno significa che già aumenti ed arretrati sono stati ricevuti nei mesi precedenti. In caso contrario, basta contattare l’Inps e chiedere delucidazioni in merito. Basta recarsi presso la sede territorialmente competente oppure chiamare il call center quindi telefonando il numero 803 164.
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