Ho diritto alla NasPi ma non ho un conto corrente: ecco cosa sapere in questi casi e come bisogna fare in situazioni di questo tipo.
La situazione a livello lavorativo è a dir poco delicata e complicata. In Italia, infatti, ormai da troppo tempo, mancano gli investimenti al fine di creare dei posti di lavoro con l’obiettivo di occupare quante più persone possibili. Inoltre, nonostante questo, c’è da registrare un altro fenomeno. Non di rado, infatti, delle persone di ritrovano ad essere senza lavoro per ragioni che vanno al di là rispetto a quella che può essere la loro volontà. Per delle esigenze dell’azienda, per un licenziamento per giusta causa o perché la società per la quale si è assunti chiude i battenti.
In una situazione del genere, però, lo Stato va in soccorso dei lavoratori con il noto, per usare un eufemismo, assegno di disoccupazione speciale. Viene riconosciuto a tutti coloro i quali si ritrovano a non avere uno stipendio a determinate condizioni specifiche. Di base, questo pagamento avviene sul conto corrente della persona che ne ha diritto. Ma anche oggi, nel 2024, può assolutamente e legittimamente capitare che delle persone non abbiano un conto corrente intestato alla loro persona. Che cosa fare in questi casi? Si perde il diritto ad avere questo sussidio? Auguriamo a tutti una buona lettura.
Avere un conto corrente è un qualcosa di estremamente utile ed importante, ma molte persone, o perché troppo giovani o perché magari in là con gli anni, o anche semplicemente perché è dettato da una mancata esigenza di aprirne uno. In tal senso, però, in relazione alla NasPi, che cosa bisogna fare se non si ha un conto corrente sul quale ricevere questo sussidio mensile? La soluzione più comoda ed immediata è quella del bonifico domiciliato.
Il beneficiario in questo caso ritira l’importo in contanti presso una banca o un ufficio postale. Il nome in questione di questo strumento si spiega con il fatto che quando si sceglie questo strumento l’INPS invia mensilmente una lettera all’indirizzo di domicilio fornito in cui spiega come fare per incassare questo pagamento. Al netto del fatto che rappresenta una soluzione consentita alternativa rispetto al pagamento sul conto corrente, ci sono dei rischi da considerare. A proposito di Naspi, ecco se ti spetta se hai lavorato 30 giorni.
Il primo rischio da tenere in considerazione è quello che i soldi andranno prelevati fisicamente in banca o in posta. Inoltre, dal momento che la comunicazione relativa al prelievo avverrà per via posta, non è raro che si possano accumulare dei ritardi per la spedizione e la consegna della missiva in questione. Causando dei disagi, in questo modo, ed anche dei ritardi di certo non gradevoli. Ecco cosa sapere sul pagamento Naspi di agosto.
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