A dicembre passano tutti dai mutui variabili a quello fisso. Perché? Ecco la differenza e perché ti conviene cambiare al più presto.
Con l’arrivo del 2024, il rialzo dei tassi di interesse della BCE ha alzato i costi dei mutui a livelli devastanti. Questo rappresenta un grosso problema per molti consumatori, che si sono ritrovati a dover riconsiderare le opzioni a disposizione. Con i prezzi in costante crescita è bene riconsiderare il piano attuale e vedere se è possibile scegliere un’alternativa più accettabile.
L’esempio più chiaro di questo è il passaggio al mutuo a tasso fisso. L’impenno delle rate, infatti, ha convinto molti consumatori ad abbandonare i piani di ammortamento a tasso variabile, tornando a quelli a tasso fisso. Conviene farlo? E se sì, cosa bisogna fare per effettuare il passaggio? Ecco tutte le informazioni necessarie per fare la decisione.
Il 2023 è stato particolarmente pesante per l’ammortamento a tasso variabile. La BCE ha portato avanti una politica anti-inflazione con continui rialzi del tasso di interesse, causando un’impennata notevole del costo dei mutui. I tassi variabili si basano sull’andamento del prezzo del denaro, e di conseguenza sono stati colpiti più pesantemente. La Banca Centrale Europea ha ordinato uno stop ai rialzi poche settimane fa, ma ormai il tasso variabile è diventato poco favorevole per troppi, causando il passaggio al tasso fisso.
Per cambiare, oltre alla surroga che resta utilizzabile, la legge di Bilancio 2023 offre un’altra opzione fino alla fine dell’anno. L’opzione in questione è la rinegoziazione del mutuo a tasso variabile, che permette di cambiare le condizioni del piano ripartendo dal primo tassello. Questo include il cambiamento del tipo di tasso, ed è possibile passare da qui al tasso fisso. Questo, però, ha alcuni requisiti.
Questi sono il finanziamento fino a 200.00 euro, l’ISEE entro i 35.000 euro ed essere in regola con i pagamenti delle rate. Se questi requisiti sono soddisfatti potremo rinegoziare e passare al tasso fisso, mentre con la surroga bisogna trasferire il mutuo a una banca diversa. Il tasso fisso è quello inferiore tra il tasso di interesse a 10 anni e quello in base alla durata residua del mutuo. A questo valore si applica poi lo spread previsto dal contratto, che sarà la parte finale del tasso d’interesse fisso.
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