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Liberò 24 conigli per la caccia, ma invasero uno Stato: la storia di un’esplosione demografica

Una vera invasione di conigli ha devastato una nazione: ecco che cosa è successo e come è cambiata la situazione. 

Quando si parla di specie invasive, si pensa spesso a fauna esotica che suscita inquietudine. Animali come il calabrone asiatico o la zanzara tigre, ad esempio, sono frequentemente al centro dell’attenzione. Ma, contrariamente a quanto si possa pensare, non sono loro i principali responsabili dei danni alla biodiversità mondiale. In effetti, alcune delle specie aliene più dannose rientrano nel nostro quotidiano, come cani e gatti domestici, o Topi. Una di queste specie, che ha avuto un impatto devastante, è il coniglio europeo, introdotto in Australia nel XIX secolo e responsabile di gravi conseguenze ambientali.

Dopo la loro introduzione, i conigli sono diventati una vera piaga in Australia. Oggi si stima che esistano oltre 200 milioni di esemplari sul territorio, un numero che, nei decenni, è purtroppo aumentato. I conigli non solo brucano il terreno, ma anche disturbano le specie autoctone, portando rischi significativi per l’equilibrio ecologico. L’alimentazione di questi animali ha portato all’estinzione di numerose piante endemiche, rendendo ancor più precaria la biodiversità locale.

La storia della loro presenza in Australia ha radici storiche. Nel 1859, un colono inglese di nome Thomas Astin ha deciso di importare conigli dall’Europa per avviare un allevamento. Nonostante le buone intenzioni, un gruppo di conigli è riuscito a fuggire, dando il via a una proliferazione inarrestabile. Solo in cinquanta anni, gli esemplari hanno invaso gran parte del territorio australiano. Questo ha portato a danni ambientali ingenti e scompensi nel ciclo vitale degli ecosistemi, con danni ai raccolti e alla fauna locale.

Invasione di conigli – Codiciateco-it

Strategie fallimentari per contenere il problema

La replicazione rapida di questi animali ha spinto gli abitanti a cercare diverse soluzioni, alcune delle quali si sono rivelate inefficaci. Raccogliendo esperienze, i cacciatori del tempo hanno messo in atto battute di caccia massicce, liberando anche cani nelle campagne. Sono state tentate trappole e liberazione di patogeni tra la popolazione di conigli per contenere il problema, senza risultati duraturi. L’unica soluzione che ha portato a una significativa riduzione della popolazione, purtroppo, ha creato una nuova serie di problemi.

Infatti, il fluoroacetato di sodio, un veleno altamente efficace contro i conigli, ha portato a un drastico abbattimento della loro specie. Con un tasso di mortalità superiore al novanta percento, questo metodo ha dimostrato di essere devastante, tuttavia, a costo di una moria di altri animali selvatici. La contaminazione del suolo rappresenta un altro aspetto negativo che ha costretto i biologi ad esplorare opzioni meno impattanti ma altrettanto inefficaci, come l’abbattimento selettivo dei conigli.

Altre specie invasive: il caso del rospo delle canne

Non possiamo parlare di specie invasive in Australia senza menzionare il rospo delle canne. Introdotto come metodo per controllare i parassiti nell’agricoltura, il rospo è divenuto una vera e propria emergenza ecologica. La sua presenza ha messo ulteriormente in pericolo la fauna autoctona, poiché questi rospi sono estremamente tossici per i predatori nativi. La situazione attuale è tale che i governatori locali considerano ancora questo animale tra i principali problemi ambientali.

Ogni tentativo per contenere la popolazione di rospi si è rivelato complesso, simile alla sfida con le specie di coniglio. Riuscendo a sopravvivere in vari tipi di habitat, i rospi di canna hanno ampliato il loro raggio d’azione in modo preoccupante, rappresentando una minaccia non solo per le specie locali, ma anche per l’equilibrio degli ecosistemi mobili in cui si installano. Le autorità stanno cercando strategie di gestione più ecologiche per affrontare la questione, ma i risultati sono finora deludenti.

Sia conigli che rospi delle canne, sono solo due esempi di come le specie invasive stiano influenzando negativamente l’Australia e la biodiversità globale. C’è bisogno di una maggiore consapevolezza e azioni efficaci per affrontare le sfide legate all’equilibrio ecologico del nostro pianeta.

Clarissa Missarelli

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