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L’AdE sta inviando a tutti questi avvisi: cosa aspettarsi quando arriveranno

L’Agenzia delle Entrate sta inviando una serie di avvisi bonari, presto però questi cambieranno forma grazie al nuovo decreto firmato nei giorni scorsi.

Il trattamento degli avvisi bonari cambia (CodiciAteco.it)

Cambiano gli avvisi bonari inviati dall’Agenzia delle Entrate e Riscossione, o meglio cambia il loro trattamento da parte dei cittadini. Si tratta di una delle novità introdotte dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 5 Agosto. Prima di vedere in cosa consistono questi cambiamenti facciamo prima un quadro della situazione.

Gli avvisi bonari sono raccomandate inviate dall’AdE al contribuente e servono ad informarlo che previo controlli sono risultate delle discrepanze e irregolarità nella dichiarazione dei redditi. Si tratta della prima forma di comunicazione avviata dall’Agenzia per permettere al contribuente di regolarizzare la propria situazione versando la somma che risulta a debito, anche per via rateizzazione, e incappando solo nel 30% delle sanzioni altrimenti dovute.

Fino ad ora il contribuente ha avuto a disposizione dai 30 ai 60 giorni per rispondere alla comunicazione, qualora si decida di rateizzare e comunque con la prima rata versate sempre entro il termine dei 30 giorni dal momento della consegna della raccomandata. Sempre entro il mese dall’arrivo della comunicazione, il contribuente ha la possibilità di dimostrare all’Agenzia delle Entrate l’infondatezza della sua richiesta -quindi con onere della prova a carico del cittadino. Con il decreto approvato lo scorso 5 Agosto a cambiare sono proprio i tempi concessi ai contribuenti, ma vediamo nel dettaglio.

Avvisi bonari, cosa cambia con il nuovo decreto

Si allungano i tempi per rispondere agli avvisi bonari (CodiciAteco.it)

Tra i temi discussi e approvati nel decreto legislativo 108 dello scorso 5 agosto c’è anche quello che potremmo definire, per ora, l’ultimo tassello di quella che è la riforma del Fisco amico avviata dal Governo Meloni. L’ultima delle novità riguarda, quindi, l’allungamento dei tempi concessi al contribuente per rispondere agli avvisi bonari.

Si concede, nello specifico, più tempo per opporsi al pagamento della somma richiesta dalla comunicazione. Una forma di tutela maggiore per i cittadini contribuenti, ma che si è resa necessaria dai fatti e cioè dalla difficoltà di riuscire a prenotare per tempo un appuntamento alle sedi territoriali dell’Agenzia delle Entrate.

Se restano intatti i tempi per i pagamenti, quindi il contribuente si rende effettivamente conto di essere nel torto e procede al pagamento della somma dovuta prima che questa si trasformi in una cartella esattoria, cambiano i tempi per opporsi e dimostrare che, a differenza di quanto riportato in comunicazione, quella somma non è dovuta o è stata già versata in precedenza. In questo ultimo caso i tempi passano dagli attuali 30 giorni ai 60.

Quando entra in vigore la nuova normativa

Due mesi di tempo, quindi, dimostrare all’Agenzia dell’Entrate l’errore commesso. Attenzione però perché secondo approvato in Consiglio dei Ministri, la nuova normativa sugli avvisi bonari resterà la stessa fino alla fine del 2024. Solo da Gennaio 2025 si potrà sfruttare questa nuova possibilità.

Anna Peluso

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