Cosa succede quando per cause non dipendenti da noi la vacanza è rovinata? In quali casi si può chiedere un risarcimento e a chi? Approfondiamo meglio il tema.
Siamo a Giugno in molti hanno già prenotate le vacanze e qualcuno sta anche già partendo. Il meritato riposo dopo lunghi mesi di lavoro e stress accumulato nel tentativo di trovare il giusto equilibrio tra vita professionale e privata; le meritate vacanze il momento dell’anno che tutti aspettano se non altro perché è un modo per staccare dalla routine e dedicarsi a sé stessi, alle proprie passioni e ai propri affetti.
Il punto però è che non sempre le vacanze vanno come uno se le aspetta. Forse è capitato a tutti almeno una volta nella vita di prenotare un viaggio -mare, città d’arte o montagna che sia- e ritrovarsi a vivere un’esperienza più stressante della vita di quotidiana; arrivare in stazione o aeroporto e scoprire che il treno o l’aereo fanno ritardo o peggio ancora sono stati cancellati oppure prenotare in un albergo e rendersi conto che non c’è niente di quanto era stato presentato o, ancora, vedersi annullate le attività prenotate o comunque non conformi a quanto promesso.
Più che una vacanza di relax si tratta di una vacanza da incubo e che fare allora in questi casi? I viaggiatori devono essere a conoscenza dei propri diritti, perché nel caso in cui la vacanza sia rovinata da terze parti si può richiedere il risarcimento.
La prima cosa da capire è quando si può richiedere un risarcimento per danni a causa di una vacanza rovinata. I casi sono più o meno quelli elencati sopra e quindi riguardano: i disservizi con i trasporti, problemi con l’alloggio, prenotazione annullate di attività ma anche mancanza di servizi essenziali o presenza di pericoli non segnalati o ancora qualità delle strutture inferiori a quanto pattuito.
Si tratta di una vasta gamma di fattispecie ognuna delle quali segue poi delle procedure specifiche. Le regole generali da sapere sono però importanti; per prima cosa è importante documentare e quindi saper dimostrare che la vacanza è stata rovinata e che quindi si sia in presenza di un danno. A questo si aggiunge la temporalità ovvero la richiesta di risarcimento deve essere presentata entro 1 anno per danni materiali che non riguardano le persone oppure entro 3 anni per danni alla persona.
A seconda del danno ricevuto la procedura di risarcimento segue una procedura. Se abbiamo prenotato autonomamente la vacanza e il danno è stato provocato dal ritardo o cancellazione dell’aereo la richiesta va inoltrata alla compagnia -e ogni compagni ha un proprio percorso-; allo stesso modo se abbiamo prenotato una casa o una camera sui siti di affitti brevi o per hotel dobbiamo seguire la policy aziendale.
Se invece abbiamo prenotato la vacanza tramite tour operator è questi che bisogna rivolgersi per avviare il processo di risarcimento del danno. A seconda della tipologia di disservizio avuta cambia, infine, la somma che si riceve in risarcimento e che può considerare si ai danni materiali -ad esempio le ulteriori spese sostenute- sia i danni morali e quindi il danno psicologico subito.
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