ISEE, i soldi che sono depositati in banca quanto incidono complessivamente nel calcolo. Un dato da non sottovalutare.
L’ISEE (indicatore situazione economica equivalente) è un valore che serve a determinare la condizione economica di un nucleo familiare. Sulla base all’ISEE si accede a diverse prestazioni sociali agevolate, a bonus, a misure di welfare. Per esempio si possono citare Bonus asilo nido, Assegno di inclusione, Bonus sociali per energia elettrica e gas, Assegno di maternità, tariffe agevolate per le tasse universitarie.
L’ISEE ha una validità fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello in cui è rilsciato. Concorrono al suo calcolo i dati economici relativi a due anni prima la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e in particolare si valutano elementi reddituali, patrimoniali e anagrafici, riguardanti la composizione della famiglia.
Il denaro depositato in conti correnti bancari o postali fa parte del patrimonio mobiliare del nucleo familiare. La sua incidenza complessiva sull’ISEE può essere stimata all’incirca intorno al 20 per cento, ricordando che l’incidenza maggiore l’hanno i redditi rispetto ai patrimoni. Di questi se ne considera soltanto il 20 per cento.
Inoltre entro i 15.493,71 euro nel calcolo dell’ISEE non si tiene conto del denaro presente nei conti correnti. Oltre questa soglia si considera il 20 per cento del patrimonio che viene sommato al reddito. Ci sono poi delle detrazioni di 6mila euro sul patrimonio mobiliare complessivo a cui si aggiunge un’ulteriore detrazione di 2mila per ogni membro della famiglia e di mille euro per ogni figlio a carico oltre il secondo.
Da ricordare poi che nella stima ISEE non si considera direttamente la cifra sul conto, ma la giacenza media annua. Questa è la somma di tutti i saldi giornalieri del conto, divisa per il numero di giorni dell’anno (365 o 366). Le banche sono tenute a fornire ai propri clienti la giacenza media annuale. Il legislatore ha voluto così evitare manipolazioni sull’Indicatore economico mediante movimenti sul conto prima della richiesta dell’ISEE.
Questo resta un valore della ricchezza familiare, quindi tutti i componenti devono dichiarare quanto depositato senza tralasciare nulla, compresi i depositi su conti esteri, i conti su Poste Pay e Pay Pal. Anche i conti cointestati vanno segnalati. Non si deve tralasciare nulla. Si rischiano altrimenti incriminazione per il reato di truffa ai danni dell’INPS.
Per restare ai conti correnti ricordiamo che anche i conti pignorati sono calcolati e vanno considerati. Unica eccezione quelli per i quali il tribunale abbia già stabilito l’assegnazione al creditore. I caso di pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, l’acquisizione delle somme dovute avviene automaticamente entro 60 giorni dall’atto, senza bisogno di intervento del tribunale.
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