Economia

Inflazione, dati di marzo. Quali i prezzi per il carrello della spesa

Inflazione, dati del costo della vita comunicati dall’Istat. Le rilevazioni dell’Istituto di statistica confermano una tendenza.

Inflazione, dati Istat mese di marzo (codiciateco.it)

La sensazione che si ha andando a fare la spesa nei supermercati o nei grandi magazzini è di prezzi che ostinatamente continuano a salire, soprattutto nel settore dei prodotti agroalimentari. Tuttavia non è detto che le rilevazioni successive affidate all’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) confermino queste sensazioni.

Allo stato attuale gli aumenti maggiori si hanno per i prezzi dei carburanti, soprattutto nelle tratte autostradali e per il servito che in alcuni casi ha toccato e superato i due euro e mezzo al litro. Questi aumenti, se confermati, potrebbero avere della conseguenze inattese dell’andamento generale dei prezzi al consumo per molti prodotti. Ma la momento è meglio affidarsi alle rilevazioni dell’ISTAT.

Inflazione, dati importanti da segnalare

Carrello della spesa, i prezzi rallentano (codiciateco.it)

Secondo l’Istituto nazionale di statistica l’inflazione sale leggermente nel mese di marzo. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), ad esclusione del prezzo dei prodotti da fumo, si attesta su un variazione congiunturale pari allo 0 e su una crescita dell’indice dell’1,2 per cento su base annua e dello 0,8 per cento rispetto al mese precedente.

Le previsioni per marzo erano dell’1,3 per cento, quindi l’aumento è rallentato, seppur di poco. Per l’ISTAT il carrello della spesa relativo ai prezzi dei prodotti alimentari e di quelli per la cura della persona frenano sulla base tendenziale annua, passando dal 3,4 per cento del mese di febbraio al 2,6 per cento di quella di marzo. Un calo di circa 0,8 punti percentuali.

Sono registrati in diminuzione anche i prodotti ad alta frequenza di acquisto, dal 2,8 per cento di febbraio al 2,5 per cento di marzo. Una traiettoria simile hanno anche i beni alimentari secondo l’Istituto di statistica. Infatti ha segnalato una frenata rispetto all’anno prima per i prezzi dei prodotti alimentari non lavorati, con una discesa da 4,4 per cento a 2,6 per cento, dei beni alimentari lavorati, da 3,4 per cento al 2,8 per cento.

Come si vede si assiste a un consistente calo dei prezzi al consumo. Secondo i dati registrati sono i prezzi dei prodotti energetici non regolamentati e regolamentati che rallentano di meno e determinano l’aumento del tasso di marzo. Una spinta all’inflazione arriva anche dai prezzi dei trasporti, da 3,8 per cento a 4,5 per cento. L’inflazione di fondo resta stabile al 2,3 per cento, al netto dei prodotti energetici e degli alimentari freschi.

Per continuare con i numeri l’ISTAT comunica che l’inflazione acquisita per il 2024 è pari allo 0,5 per cento per l’indice generale, mentre per la componente di fondo si conferma l’indice dell’1,2 per cento. Per concludere un carrello della spesa un po’ meno per le famiglie e i consumatori nel mese di marzo appena trascorso, confermando una tendenza già in atto.

Vincenzo Pugliano

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