News

Ho rinunciato all’ADI, potrò ripresentare la domanda in futuro?

Posso rifiutare l’Assegno di Inclusione dopo che l’Inps ha accettato la mia domanda e ha iniziato ad accreditare gli importi?

assegno inclusione rifiutato – codiateco.it

Sembra una domanda bizzarra perché è talmente complicato ricevere un aiuto statale come l’Assegno di Inclusione, che una volta che l’Inps ha accettato la domanda e abbia magari già iniziato ad erogare i primi soldi, diventa difficile che il beneficiario decida di rinunciare a tutto. Ma come vedremo, la scelta è molto più nobile di quanto possa sembrare ed è possibile farla anche a domanda accettata. Il motivo è presto detto.

Può succedere che dal momento in cui si è chiesto l’Assegno di Inclusione fino all’accettazione della domanda da parte dell’Inps, qualcosa all’interno del nucleo familiare richiedente sia cambiata e allora ci si accorge di non rientrare più nei parametri richiesti per ottenere l’aiuto. E se l’Inps non se ne è ancora accorto, è bene e anche etico comunicarlo noi. Sia per non rischiare sanzioni e restituzioni in futuro, sia per lasciare ad una famiglia davvero bisognosa l’Assegno che si era ottenuto.

Se rinuncio all’Adi posso ripresentare domanda in futuro? la risposta è inequivocabile

assegno di inclusione rinuncia – codiciateco.it

Può succedere tuttavia che qualche mese dopo la rinuncia all’Adi, le cose cambino ancora e in negativo e allora torna a servire come il pane un aiuto statale come l’Assegno di Inclusione. A questo punto, si può riproporre domanda all’Inps? La risposta è affermativa. Rinunciare al beneficio è possibile e anche semplice, compilando il modulo rinuncia all’assegno di inclusione rintracciabile sul portale INPS. La rinuncia ha effetto immediato. Ma attenzione: se la rinuncia non dovesse avere efficacia immediata, il rinunciante è tenuto a restituire tutte le somme ottenute a seguito della stessa. Sul modulo Inps vanno indicati il numero di protocollo e la data dell’esito positivo della prestazione.

Ma se poi per qualsiasi motivo avessi di nuovo bisogno dell’Adi, dimentica il passato. Per richiederlo, infatti, occorre una nuova domanda. La rinuncia di fatto annulla la domanda precedente, quindi occorre ricominciare tutto da capo. La rinuncia può essere effettuata ad esempio se si ha una variazione del nucleo che prevede un aumento dell’ISEE familiare tale da non poter più rientrare tra i beneficiari. Oppure perché è previsto un trasferimento all’estero, e per percepire l’Adi è richiesta la residenza effettiva in Italia.

Dunque, qualunque sia il motivo per rinunciare all’Adi, c’è poi sempre tempo per richiederlo nuovamente e se la prima volta la domanda ha avuto esito positivo, non vediamo perché non dovrebbe succedere lo stesso al secondo tentativo se i parametri sono tornati ad essere quelli della prima richiesta.

Rinaldo Ricci

Recent Posts

Assegno postdatato, occhio al dettaglio: quando è possibile emetterlo e cosa non fare per non incorrere in sanzioni

L'assegno postdatato rappresenta uno strumento di pagamento che, sebbene legale, può portare con sé una…

3 mesi ago

Puoi avere diritto a 1500 euro al mese se soddisfi questi requisiti: sembra un sogno ma è realtà

L’Ape Sociale rappresenta una misura di sostegno fondamentale per i lavoratori italiani che si trovano…

3 mesi ago

Ferrovie dello Stato cerca personale a tempo indeterminato: le figure più richieste

Il mondo del lavoro è uno di quelli che, al momento, è più in difficoltà…

3 mesi ago

Meta, annunciato lo Stop: la scelta (estrema) di Mark Zuckerberg

La nuova politica di Meta rappresenta una scommessa sulla libertà di espressione a scapito della…

3 mesi ago

Ti chiamano e riattaccano? Adesso Basta! Così ti proteggi (per sempre) dalle truffe

Negli ultimi anni, le truffe telefoniche hanno raggiunto livelli preoccupanti, creando un clima di ansia…

3 mesi ago

Novità bollette, queste puoi anche non pagarle nel 2025: la notizia che tutti aspettavano

Le ultime novità offrono una boccata d'aria ai consumatori, soprattutto in un periodo in cui…

3 mesi ago