Pensione: che cosa spetta a chi non ha mai lavorato, cosa succede in questi casi e quanto è possibile percepire.
Il lavoro ci tiene occupati per molte ore durante le nostre giornate, lavorando percepiamo uno stipendio che ci permette di andare avanti e far fronte a diverse spese. Quando facciamo il lavoro che ci piace ci portiamo a casa anche grandi soddisfazioni, infatti sarebbe bello riuscire a guadagnare ed essere soddisfatti di ciò che facciamo.
Purtroppo non sempre è così, tuttavia qualunque sia il nostro lavoro prima o poi arriva il momento della pensione. Anche se la maggior parte delle persone lavora, c’è anche chi decide di non farlo, magari per occuparsi della propria famiglia o perché ha qualche soldo da parte. Qualunque sia la ragione, è lecito chiedersi se spetta una pensione di vecchiaia a chi non ha mai lavorato.
Chi non ha mai versato contributi si trova in una situazione delicata, in alcuni casi però è possibile percepire l’assegno sociale. Si tratta di una forma di sostegno finanziario per il quale però non è prevista una grande somma, l’importo infatti non è in grado di garantire una vita dignitosa. L’importo dell’assegno sociale non ha nulla a che fare con i contributi versati ma dipende dal reddito del richiedente, che deve essere basso.
La pensione di vecchiaia in genere viene concessa quando si raggiunge l’età pensionabile che è stabilita dalla legge. Dopo alcune riforme effettuate negli ultimi due anni, l’età stabilita per andare in pensione ad oggi è fissata a 67 anni ma ci sono delle eccezioni che riguardano gli invalidi, chi si occupa di una persona invalida e i disoccupati. In questi casi si può chiedere la pensione anticipata. A poter accedere a questa pensione, è chi ha accumulato almeno 20 anni di contributi ma anche chi ha versato contributi per almeno 15 anni entro il 31 dicembre del 1992, questo è quanto previsto dalla riforma Amato.
Chi non ha mai lavorato e non ha mai versato contributi previdenziali, si può appellare all’assegno sociale, si tratta di una prestazione assistenziale. Questa formula è destinata ai cittadini in condizioni di svantaggio economico, per il 2024 l’importo dell’assegno è pari a circa 535 € mensili, che saranno erogati per 13 mensilità. Per chiedere l’assegno sociale bisognerà rispettare alcuni requisiti fondamentali tra cui, aver compiuto 67 anni, essere cittadini italiani o stranieri con permesso di soggiorno, avere la residenza in Italia da almeno 10 anni e non superare i limiti di reddito stabiliti.
I limiti di reddito corrispondono a 6947 € per una persona sola e a 13.894 € per le coppie, in questo calcolo non saranno presi in considerazione i redditi figurativi della casa di abitazione, le pensioni di guerra, gli indennizzi per le persone danneggiate dei vaccini obbligatori, l’indennità di accompagno e i sussidi erogati dagli enti pubblici, a meno che non siano continuativi.
Un’altra possibilità per chi non si trova ancora in un’età pensionabile è quella di iscriversi al fondo contribuzione volontaria, è possibile farlo fino a 65 anni. In questo caso è richiesto un contributo per un periodo minimo di cinque anni e l’importo da versare è pari a circa 25 € al mese. Il discorso riguarda le persone che non hanno un impiego formale, che svolgono ad esempio un’attività da casalinghi o di assistenza.
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