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Case green, rivediamo tutte le scadenze che incombono sui cittadini

La direttiva europea “Case green” è già in atto: cosa devono fare i cittadini per adeguarsi e quali sono le scadenze da conoscere

Cosa sapere sulla direttiva “Case green” (Codiciateco.it)

Negli ultimi tempi si parla sempre più spesso di sostenibilità e di green. E proprio per ottimizzare le risorse ma fare in modo che tutti i cittadini possano dare il proprio contributo in questo importante percorso, lo scorso 28 maggio la direttiva europea relativa alle “Case green” è entrata in vigore.

Una normativa che punta a ridurre le emissioni di gas serra nel settore dell’edilizia ma anche a migliorare l’efficienza energetica degli edifici e nel ridurre il consumo di energia dando le linee guida sulla progettazione delle nuove costruzioni a emissioni zero ma anche quelle a cui devono attenersi gli edifici già esistenti per migliorare il proprio impatto. Cosa devono sapere, dunque, i cittadini e come devono adeguarsi? Vediamo quali sono le scadenze da conoscere.

“Case green”: cosa è necessario fare nel prossimo futuro

Come adeguarsi alla direttiva “Case green” (Codiciateco.it)

La direttiva europea “Case green” per entrare in vigore in ogni singolo Stato ha necessità che questo stili e invii un Piano nazionale di ristrutturazione nel quale viene indicata una road map che stabilisce tempi e modi per attivarlo con linee guide precise. Il piano, secondo quanto stabilito, deve essere approvato entro il 2026 con aggiornamento quinquennale. Una piccola grande rivoluzione che per i cittadini avrà costi non da poco. 

Tra i vari adempimenti a cui gli Stati membri devono rifarsi quello di assicurare entro l’inizio del 2028 che tutti i nuovi fabbricati di proprietà di enti pubblici siano ad emissioni zero, lo stesso dovrà essere per tutti gli edifici di nuova costruzione entro il 2030.

Ma le scadenza da conoscere partono ancora prima. Dal prossimo anno, infatti, si attiverà lo stop ai finanziamenti per l’installazione di caldaie alimentate a combustibili fossili. Entro il 31 dicembre 2026, invece, partiranno tutti gli altri adempimenti. Vediamo quali sono.

La road map dei cambiamenti da attuare

Oltre alla realizzazione del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, il 31 dicembre 2026 è anche la data da segnare per l’installazione degli impianti solari su edifici pubblici e non residenziali con superficie maggiore a 250 metri. A distanza di un anno tale indicazione si estenderà a tutti gli stabili con superfice superiore a 2.000 metri e agli edifici non residenziali esistenti se si effettua una ristrutturazione importante.

Dal 1°gennaio 2027 sarà, invece, necessaria la presenza di almeno un punto di ricarica ogni 10 posti auto negli edifici non residenziali. Dal 31 dicembre 2028 l’installazione di impianti solari su edifici pubblici e residenziali si estende allargandosi ulteriormente entro il 31 dicembre 2029.

Dal 31 dicembre 2030 si passerà poi alle restrizioni sul consumo medio di energia primaria, sia per gli edifici residenziali che non residenziali aumentando sempre di più la percentuale fino ad arrivare al 31 dicembre 2040 con l’eliminazione completa delle caldaie a combustibile fossile e dal 1°gennaio 2050 ad avere un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica.

Francesca Bloise

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