Le cartelle esattoriali sono brutte quanto necessarie: tutti devono pagare e si può sfruttare la modalità decennale
Oltre le sanatorie e i condoni, che non sempre si sono dimostrati strumenti efficienti per recuperare risorse, esistono vari modi per fare il modo che il contribuente possa rimettersi in regola con il fisco e adempiere dunque a un obbligo non solo morale ma anche di legge. E da tempo infatti che si sente dire che lo Stato non deve solo cercare di recuperare quanto manca all’erario con disciplina e fermezza, ma anche deve anche comprendere che per molti è stato difficile pagare tutto entro le scadenze e dunque deve anche in qualche molto mettere in condizione il cittadino di saldare il dovuto.
La rottamazione delle cartelle del 2023 non ha portato quanto le previsioni si aspettavano. Un’alternativa, forse più facile per chi ha debiti con il fisco, è chiedere all’Agenzia delle Entrate un pagamento dilazionato. Non ci sono sconti su sanzioni e interessi come una sanatoria. La richiesta può essere fatta direttamente agli sportelli territoriali dell’Agenzia delle Entrate o sul sito del concessionario, la rateazione ordinaria. Si tratta di un pagamento che avviene con 120 rate in 10 anni ma la richiesta può essere fatta solo in alcuni casi, se ci sono evidenti difficoltà economiche del richiedente. Infatti, si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate, “se le tue condizioni economiche peggiorano, e non sei decaduto dalla rateizzazione, puoi chiedere un prolungamento del tuo piano di pagamento. La proroga, richiedibile una sola volta, può essere ordinaria, fino a un massimo di ulteriori 72 rate (6 anni) o straordinaria, fino a un massimo di 120 rate (10 anni”).
Sono dunque 120 i mesi a disposizione (appunto dieci anni) per poter saldare tutto. Con un debito di 20mila euro, diventa 25mila al lordo di sanzioni interessi ripristinate dopo la decadenza dalla rottamazione. Numeri alla mano dunque il rientro non difficile, anche se per dieci anni bisogna avere sempre il fardello di un debito. È una sora di mutuo ma è anche un modo per venire incontro alle esigenze di chi seriamente non è riuscito a pagare. Per quanto riguarda l’importo, non deve essere inferiore a 210 euro al mese.
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