Cartelle esattoriali dilazionate in 120 rate: l’idea del governo che vuole riformare il sistema del Fisco e le sanzioni
Riforma del Fisco incentrata su un rapporto di fiducia tra i contribuenti e lo Stato. Una relazione meno oppressiva ma comunque giusta verso chi paga regolarmente e punitiva nei confronti di chi vuole eludere le tasse. In sintesi è questo ciò che ha detto il viceministro dell’Economia Maurizio Leo in un’intervista rilasciata a Il Messaggero.
Leo si è soffermato in modo particolare sui contribuenti che non sono riusciti a pagare quanto dovuto: è verso di loro che va tesa la mano; un aiuto che non significa però sanatoria, perché ciò che bisogna pagare, va versato. Ma è l’atteggiamento che deve cambiare, dice, mettendo nelle condizioni di far pagare di non può farlo.
Una proposta? Dieci anni di dilazione. La riforma del Fisco che il Ministro ha messo tra le priorità del governo, come ha sottolineato anche il capo Meloni nella conferenza di inizio anno, è la rateizzazione strutturale a 120 rate per le cartelle esattoriali. Non solo, anche un notevole aiuto nel regime Iva, per chi è in ritardo coi versamenti dell’imposta e deve pagare anche le relative sanzioni.
Ciò che si vuole modificare è anche il sistema sanzionatorio che in Italia è tra i più cari in Europa soprattutto in materia di Iva dove il viceministro evidenzia uno squilibrio. Infatti chi è moroso con l’Iva è chiamato a versare anche oltre il 120% come pena pecuniaria.
Nelle intenzioni il governo vuole ridurre le pene sull’Iva a non più del 60% e soprattutto estendere la possibilità di pagare in 120 rate. Oggi questo sistema è già in vigore ma solo per chi dà prova di acclarate condizioni precarie finanziariamente ed economicamente.
Ad oggi per gli altri il numero massimo di rate è pari a 72 rate, ossia 6 anni e la riforma che ha in mente il governo è portare la rateizzazione a massimo 120 rate mensili a tutti i contribuenti: un modo per aiutare chi non ha pagato quanto dovuto per necessità e non per scelta. Leo ha infatti ribadito che per chi vuole fare il furbetto, lo Stato non deve prevedere dilazioni.
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