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Carta Inclusione, al rinnovo verrà sostituita?

Cosa bisogna attendersi in caso di rinnovo della Carta Inclusione, un dettaglio da non dimentica assolutamente.

Carta Inclusione, va rinnovata insieme alla prestazione? (codiciateco.it)

Al via da qualche tempo l’Assegno di Inclusione (ADI), rappresenta una nuova prestazione di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Insieme al Supporto per la formazione e il lavoro, ha preso il posto del Reddito di Cittadinanza, ormai andato in soffitta da inizio anno. Per le famiglie beneficiarie è stato un cambiamento importante.

Purtroppo in alcuni casi, i nuovi requisiti richiesti, hanno tagliato parte dei nuclei familiari percettori della misura abrogata. Alcuni aspetti legati al reddito e alla composizione del nucleo familiare sono mutati con le conseguenze accennate. Ricordiamo che l’Assegno di inclusione spetta ai nuclei familiari con componenti fragili, cioè anziani con almeno 60 anni di età, minori di 18 anni e disabili a carico della famiglia.

Carta inclusione, cosa succede al rinnovo della prestazione

Carta Inclusione, valida anche dopo il rinnovo (codiciateco.it)

Come è noto le somme erogate dall’INPS per i nuclei familiari beneficiari dell’Assegno di inclusione, sono versate in un’apposita carta elettronico di pagamento ricaricabile. La denominazione di questo strumento è Carta Inclusione, anche per distinguerlo dall’analogo strumento usato con il Reddito di Cittadinanza.

Si tratta di una carta prepagata e ricaricabile emessa da Poste italiane. Le regole di utilizzo, funzionamento, prelievo e così via sono chiaramente indicate dalla legge e dalle linee guida dell’INPS. Ma esiste anche un informativa di Poste italiane sull’uso della Carta. Si tratta di un documento che contiene diverse informazioni preziose per l’utente, per esempio in caso di smarrimento o sottrazione della Carta.

Oppure per l’utilizzo presso i terminali Postamat o gli ATM bancari. Un’informazione importante riguardo il rinnovo della carta. L’Assegno di Inclusione dura 18 mesi, come noto, e può essere rinnovato per altri 12, successivamente a un mese di stop dall’erogazione. Devono naturalmente persistere i requisiti previsti dalla normativa in vigore. Ma cosa fare della Carta Inclusione? Va sostituita anch’essa?

Nel caso il titolare del beneficio presenti domanda di rinnovo, quindi già in possesso della Carta ADI, e questa sia accettata, non c’è bisogno di sostituzione. Gli accrediti successivi al rinnovo saranno tutti ricaricati sulla stessa Carta, già posseduta. Le cose cambiano se a presentare la domanda è un altro componente del medesimo nucleo familiare. In questo caso Poste emetterà una nuova Carta Inclusione.

Il nuovo beneficiario dovrà ritirarla presso gli uffici competenti di Poste italiane. Un nuovo beneficiario e una nuova Carta Inclusione. Non si tratta di un dubbio peregrino, ma di una domanda legittima per quanti si trovano alle prese con questo nuovo strumento. Per ogni dubbio sul suo utilizzo, comunque occorre  fare riferimento ai regolamenti di INPS e di Poste italiane.

Vincenzo Pugliano

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