Economia

Buoni fruttiferi, facciamo chiarezza: quanto si paga per riscattare le somme

Buoni fruttiferi, quanto costa il rimborso di questo investimento con Poste italiane? Di seguito una breve panoramica.

Buono fruttifero al rimborso (codiciateco.it)

Poste italiane è nota per tutta una serie di servizi al cittadino che ne fanno un punto di riferimento costante e quotidiano per risparmiatori e consumatori. Non soltanto nelle tradizionali attività legate al settore delle spedizioni e della corrispondenza o a quello del credito e dei finanziamenti, infatti oggi Poste italiane offre servizi anche nell’energia e nella telefonia fissa e mobile.

Una delle principali attività è quella connessa al risparmio e agli investimenti. Questa fa della partecipata di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) una delle più importanti protagoniste del mercato italiano del comparto. Grazie alla fitta rete di uffici postali sparsi nel territorio nazionale la raccolta del risparmio è facilitata, anche in contesti distanti dai grandi centri abitati.

Buoni fruttiferi, i costi del rimborso

Risparmio con il buoni fruttiferi (codiciateco.it)

Uno dei prodotti da sempre acquistati da famiglie e risparmiatori è senza dubbio il buono fruttifero postale. Questo strumento permette di far fruttare i propri risparmi mediante la maturazione (che varia a seconda del buono scelto) degli interessi. L’acquisto è possibile presso gli uffici postali sia in forma cartacea che in quella dematerializzata.

Queste caratteristiche, con l’emissione di Cassa Depositi e Prestiti e la garanzia della Stato ne fanno uno dei prodotti finanziari di investimento più semplici da gestire e più diffusi tra le famiglie. Le tipologie disponibili per gli acquirenti sono diverse: dal Buono Premium al Quattro Anni Plus, dal Buono ordinario al Buono dedicato ai minori. Ognuno di questi prodotti ha caratteristiche diverse, con rendimenti annui lordi diversi e quindi durate differenti del singolo prodotto.

Questa varietà di opzioni facilità il risparmiatore che ha maggiori opportunità di individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e disponibilità finanziarie. Ricordiamo che i Buoni smettono di essere fruttiferi dal giorno successivo alla loro scadenza. Quando si arriva a questa data si ottiene il capitale e in più la somma maturata come interesse. Facciamo un esempio  buoni fruttiferi ordinari a 20 anni acquistati per 5mila euro, danno il diritto di ricevere dallo Stato a scadenza la somma di 8.155,89 euro netti.

Per un buono ordinario a 20 anni, il rendimento a scadenza è del 2,75% con tassazione agevolata del 12,5% (cioè si pagano il 12,5% sugli interessi accumulati). Ma nell’esempio riportato al rendimento sono state già decurtate le tasse dovute. Esiste anche un’imposta di bollo dello 0,2%, ma solo se il capitale supera i 5mila euro. Ricordiamo poi un altro elemento importante il rimborso del proprio capitale è sempre possibile prima della scadenza.

Oltre alla somma investita (al netto di eventuali oneri fiscali), si ottengono anche gli interessi fin là maturati, con l’avvertenza che gli interessi non sono corrisposti, se il rimborso avviene prima sia passato il periodo minimo di mesi dalla sottoscrizione (termine indicato nella scheda del prodotto al momento della firma).

Vincenzo Pugliano

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