Il nuovo bonus mamma per donne lavoratrici non è automatico, ma anzi servirà una procedura per farne richiesta e ottenerlo. Ecco di cosa si tratta nella fattispecie
Sono diverse le novità fiscali introdotte in Italia con l’inizio del 2024, ma ce n’è una che ha particolarmente sorpreso data la novità assoluta: il nuovo bonus mamma. Un provvedimento studiato per provare a offrire un ulteriore un sollievo alle famiglie e in particolare alle mamme lavoratrici. Tale bonus, infatti, spetta solo alle donne che hanno un lavoro e tra l’altro con contratto a tempo indeterminato.
Escluse invece le lavoratrici con contratti a termine, anche se con possibilità di rinnovo. Per il resto il cuore di questa nuova misura consiste nell’esenzione del 100% dei contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti a carico del lavoratore, fino al momento in cui il figlio più giovane compie 18 anni. Uno scenario fiscale che porta a un’entrata in busta paga a fine di ogni mese. L’effetto partirà dal mese di febbraio ma spettano, come confermato direttamente dall’INPS, anche gli arretrati del mese di gennaio che giungeranno in automatico.
Nel dettaglio il bonus prevede un massimo di 3.000 euro all’anno, distribuiti su base mensile con una percentuale di decontribuzione del 9,19% dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice. Tuttavia le specifiche del bonus variano in base al numero di figli e ad altri fattori determinanti. Per le lavoratrici con tre o più figli, per esempio, l’esenzione dei contributi previdenziali sarà valida fino al 31 dicembre 2026 oppure fino al raggiungimento del diciottesimo anno di età del figlio più giovane, a seconda di quale evento si verifichi per primo.
Per le madri con due figli, invece, l’agevolazione sarà applicata fino al 31 dicembre 2024 o fino al diciottesimo compleanno del figlio più giovane, a seconda di quale avvenga per primo. Tra i requisiti è evidenziato inoltre che bisogna:
La cosa tuttavia fondamentale e forse non propriamente compresa da tutti è che tale bonus, se ci si rientra, non è automatico ma anzi bisognerà fare una procedura per ottenerlo. Sono due le vie: o farne richiesta direttamente al datore di lavoro, consegnandogli i codici fiscali dei bambini così che si possa avviare la pratica burocratica, oppure procedere con l’INPS in autonomia o con l’aiuto di un Caf.
In questo secondo caso è necessario che sia attivata una sezione dedicata – già annunciata – sul sito ufficiale dell’istituto, cosa però non ancora avvenuta e non ci sono ancora riferimenti sui tempi. Per chi volesse attendere può farlo serenamente anche perché, una volta conclusa la pratica, arriveranno poi tutti gli arretrati garantiti a partire da gennaio. Una via, questa, soprattutto per chi vuole procedere in autonomia e senza doversi interfacciare col proprio capo, per uno o più motivi.
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