Economia

Bonus allarme 2024: a chi è rivolto e come funziona

Esiste davvero in Italia un bonus allarme e se sì come si fa a richiederlo? Cerchiamo di capire nel dettaglio in cosa consiste questa agevolazione e come si ottiene.

Come si richiede il bonus allarme (CodiciAteco.it)

Nel nostro Paese non esiste un bonus specifico per gli allarmi installati per uso domestico, quindi non si può parlare strettamente della presenza di un bonus allarme per il 2024. Esiste però il bonus casa 50%, un’agevolazione pensata per le ristrutturazioni degli ambienti domestici e che, in maniere più larga, permette di avere anche degli incentivi sull’installazione degli allarmi.

Il bonus casa, promosso dall’Agenzia delle Entrate, è già attivo da qualche tempo, ma rispetto anche solo al 2023 per quest’anno ha subito delle modifiche per cui, nel 2024, si può usufruire solo di una detrazione Irpef distribuita in 10 anni. In altre parole, inserendo nella dichiarazione dei redditi l’importo delle spese effettuate per i lavori si ottiene un taglio sull’imposta del reddito. Più avanti spiegheremo, quindi, come fare per ottenere il bonus casa 50% che permette di ottenere una detrazione anche per gli eventuali sistemi di allarme installati in casa.

Bonus casa 50% e bonus allarme, come funzionano

Il bonus allarme o videosorveglianza nel 2024 (CodiciAteco.it)

Il bonus allarme o di videosorveglianza rientra quindi nella gamma di detrazioni ottenibili con il cosiddetto bonus casa 50%; qualsiasi lavoro di miglioramento avviato nell’abitazione, dal 26 giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2024, è soggetto a questo sgravio fiscale del 50% che permette di recuperare nel tempo una parte dei soldi sborsati per i lavori. In altre parole, non è più possibile richiedere la detrazione del 50% in fattura così da recuperare immediatamente parte delle spese.

Attenzione però, oltre alla validità temporale c’è anche un tetto massimo di spesa da rispettare. Il bonus casa infatti, è una di quelle agevolazioni che si ottiene indipendentemente dal reddito, ma sui limiti di spesa che in questo caso sono fissati a 96mila euro per unità abitativa.

Altro aspetto a cui tener conto è che lo sgravio è previsto unicamente per gli interventi sugli immobili, che nel caso degli allarmi consiste nell’installazione fisica dei sistemi di protezione, mentre eventuali contratti con istituti di vigilanza non sono inclusi.

Cosa prevede il bonus e per quali lavori è previsto

Nel caso della sicurezza delle abitazioni con sistemi di allarme, il bonus casa è previsto sia per la nuova installazione dei sistemi che per la sostituzione o la riparazione di quelli già presenti. Oltre a questo il bonus allarme o anche sicurezza comprende i lavori che riguardano:

  • Rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinsioni murarie degli edifici;
  • Apposizione di grate o sostituzione delle stesse alle finestre;
  • Porte blindate;
  • Sostituzione di lucchetti, catenacci o serrature;
  • Installazione di sistemi di rilevatori di apertura o effrazione;
  • Vetri antisfondamento;
  • Fotocamere o cineprese collegati con sistemi di vigilanza privati;
  • Apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline;
  • Apposizione saracinesche.

Dall’elenco si capisce che il bonus sicurezza di può ottenere non solo per i lavori effettuati nella propria abitazione ma anche per i punti in comune dell’edificio in cui questa è posta. Inoltre possono richiederlo non solo i proprietari degli immobili, ma anche gli affittuari così come il coniuge separato assegnatario dell’immobile, assegnatari di alloggi o soci di cooperative a proprietà divisa.

Anna Peluso

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