Se si è beneficiari dell’Assegno di Inclusione, ci sono due documenti che vanno richiesti quanto prima o si rischia parecchio.
Su molti aspetti l’AdI e il Reddito di Cittadinanza si somiglia parecchio; tra questi aspetti c’è, per esempio, l’obbligo di comunicare le eventuali variazioni di reddito e patrimonio che possono determinare la perdita dei requisiti necessari per l’assegnazione della misura.
Non basta avere un ISEE in corso di validità e quindi riferito all’anno 2024 per stare tranquilli e permettere all’INPS di effettuare i giusti e dovuti controlli di requisito ma bisogna, più in generale, avere chiara tutta la situazione patrimoniale del 2022 (anno preso in esame per l’ISEE del ’24, ndr) e degli anni successivi. Qualsiasi modifica al rialzo deve essere comunicata per non incappare in spiacevoli situazioni, su tutte le previste sanzioni penali per chi percepisce indebitamente l’assegno.
Ma nei fatti come si fa a capire per tempo se si sono superati i limiti di reddito? Basta richiedere due semplicissimi documenti alle poste o banche in cui si hanno eventuali conti.
Per capire cosa si intende per superamento dei requisiti richiesti per l’ottenimento dell’AdI è bene sapere quali sono le cifre di cui si parla. Il limite patrimoniale da non superare dipende dal numero di componenti familiari, ma parte per tutti da una base di 6mila euro, da maggiorare poi di 2.000 euro per ogni componente successivo al primo fino ad un massimo di 10mila euro; 1.000 euro per ogni componente successivo al secondo e di 5mila euro per ogni componente in condizione di disabilità grave, che arriva fino a 7.500 euro se si parla di persone non autosufficienti.
Ogni variazione al rialzo va quindi comunicata. Le ipotesi previste per legge sono diverse. Intanto se si entra in possesso di somme di denaro superiori alle soglie sopra riportate per motivi quali una vincita, una successione o una donazione, il percettore ha 15 giorni di tempo per comunicarlo all’INPS attraverso il modello Adi-Com.
Se invece il superamento dovesse avvenire per altre ragioni il discorso cambia. Sta nei fatti però che entro il 31 gennaio 2024 bisogna segnalare tutte le eventuali variazioni rispetto all’anno precedente e per questo risultano indispensabili anche il saldo e la giacenza media riferiti al 2023. Documenti questi che vanno richiesti per tutti i componenti della famiglia e non solo per il singolo intestatario dell’Assegno di Inclusione.
Va da sé che questi documenti vanno richiesti solo qualora si abbia il dubbio di una variazione, altrimenti sono inutili. Ma è importante fare attenzione, se il superamento della soglia patrimoniale c’è e non è comunicato si rischia da 1 a 3 di reclusione oltre che alla totale restituzione di quanto percepito fino a quel momento in maniera indebita.
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