Comunicazione importante dell’INPS per le domande dell’assegno di inclusione bloccate: ecco cosa accadrà nelle prossime ore per sbloccarle
L’assegno di inclusione inizia a diventare un punto fermo con Italia, con le prime migliaia di pratiche già approvate e i beneficiari che stanno ricevendo anche le prime mensilità. Questa misura, che ha sostituito il vecchio Reddito di Cittadinanza, sta gradualmente delineando le sue caratteristiche, con molti dubbi dissipati e un regolamento ormai ben definito non solo per l’accesso ma anche per le modalità di utilizzo.
Il primo requisito, fondamentale e oramai noto a tutti, è la presenza nel nucleo familiare di almeno uno tra i seguenti: un minore, una persona con disabilità o un anziano di almeno 60 anni. Sì tratta di un elemento inderogabile per poter accedere preliminarmente alla misura, fermo restando che andranno poi appurati altre elementi che permetteranno o meno di accedere al contributo statale di un minimo di 480€ a salire in base alla scala di equivalenza.
Per le tante domande che sono già andate a buon fine, però, ce ne sono a migliaia ferme che sia in stato di evidenza o in sospese e con le famiglie in difficoltà e in attesa di buone notizie per tornare ad avere un appiglio di sopravvivenza dopo l’accantonamento dell’RdC dello scorso 31 dicembre. A tal proposito l’INPS ha emesso una circolare in cui ha fornito ulteriori spiegazioni per le domande attualmente in stand-by.
Come fa sapere l’istituto, in caso di omissioni o discrepanze nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) – e quindi con domanda in evidenza – i richiedenti riceveranno un SMS o email evidenziando gli errori presenti. Quindi le varie sedi competenti, una volta presa in carico la domanda, contatteranno direttamente gli utenti per richiedere eventuali documenti aggiuntivi o una nuova DSU, al fine di correggere le discrepanze individuate e permettere di sbloccare la domanda.
Tuttavia occhio alla scadenza: una volta ricevuta la segnalazione ci saranno 60 giorni di tempo per fornire la documentazione richiesta o altrimenti la domanda andrà a quel punto respinta. Per quanto riguarda invece le domande sospese a causa di incongruenze nella composizione del nucleo familiare tra la DSU e lo stato di famiglia registrato presso l’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente), queste verranno sottoposte a ulteriore verifica. Ci sarà un controllo da parte dell’INPS per confermare la vera composizione del nucleo familiare e dall’esito di questo controllo si deciderà se la domanda verrà approvata o meno.
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