Chi pensava che la sospensione del redditometro mettesse fine ai problemi col fisco, non ha fatto i conti con un altro strumento implacabile.
Il Governo Meloni sospende il famigerato e ‘terribile’ redditometro ma gli evasori per mestiere e i furbetti del fisco non possono tirare un sospiro di sollievo perché l’Agenzia delle entrate non si arrende e usa uno strumento infallibile per stanare i contribuenti in difetto con il fisco. E non è nemmeno uno strumento nuovo, ma in sordina ha fatto sempre il suo dovere e da oggi lo farà ancora di più. Eh sì perché l’arma del fisco esiste da settembre 2023 con norme approvate già anni fa. La conferma sul suo utilizzo è stata data da poco, il 29 maggio 2024 ma in pochi lo sanno.
Scopriamo come si chiama e come funziona il potente algoritmo creato dall’intelligenza artificiale e voluto fortemente dall’Agenzia delle entrate, in grado di analizzare i dati dei conti correnti di milioni di italiani per individuare gli evasori fiscali e tutti quei contribuenti che stanno rischiando di diventarlo.
Conti correnti di milioni di italiani sotto la lente di ingrandimento, dunque. Lo strumento utilizzato dall’Agenzia delle entrate per stanare i contribuenti in difetto con il fisco si chiama anonimometro. Che cosa è capace di fare? Iniziamo col dire che si chiama così perché i dati dei contribuenti vengono anonimizzati durante la fase di lavorazione tramite un software automatizzato che incrocia i dati patrimoniali e finanziari per individuare potenziali casi di evasione fiscale.
L’Intelligenza artificiale andrà a verificare le informazioni dei conti correnti e dei depositi per individuare incrementi anomali, come versamenti sospetti o improbabili con il lavoro svolto dal contribuente. Dal momento in cui nascono sospetti importanti i dati raccolti perdono anonimato e c’è l’intervento dell’uomo, nella fattispecie i funzionari dell’Agenzia delle Entrate, che possono decidere di avviare verifiche più approfondite, anche controllando fonti esterne come i social, per potere avere un quadro ancora più completo del tenore di vita del soggetto.
L’anonimometro, secondo l’Autorità Garante, non viola la privacy dei contribuenti coinvolti e questo vuol dire che c’è il beneplacito di tutti a continuare ad analizzare con precisione i dati di tutti gli italiani, specie quelli che cercano in tutti modi di aggirare le regole stringenti e inequivocabili del Fisco.
Tempi duri insomma per chi non è abbastanza trasparente con le tasse, che si chiami redditometro o anonimometro poco importa perché l’Agenzia delle entrate non ha abbassato la guardia, tutt’altro: i controlli sono molto più serrati e precisi di quanto pensiamo.
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