ADI, i motivi di preoccupazione che emergono in una Regione. L’allarme lanciato lascia molti beneficiari sgomenti.
L’Assegno di inclusione (ADI) rappresenta per molte famiglie una beneficio molto importante e atteso con ansia. La prestazione è infatti destinata a nuclei familiari in condizioni di forte disagio economico e con componenti fragili (minori, anziani con almeno 60 anni di età, disabili, soggetti in condizioni di svantaggio presi in carico dai servizi sociali all’interno di programmi pubblici di assistenza e cura).
Come noto la stretta sui requisiti patrimoniali e reddituali ha ridotto ulteriormente la platea degli aventi diritto e in qualche misura ne ha amplificato l’attesa tra i beneficiari. La discussione intorno all’Assegno di inclusione resta quindi accesa e non mancano voci, per altro non confermate, di un allargamento dei requisiti per l’accesso al beneficio.
Purtroppo l’erogazione dell’ADI procede a rilento in alcuni ambiti locali. Si registrano infatti ritardi per le verifiche delle condizioni di svantaggio, ma in Puglia la situazione appare difficile tanto che anche dal mondo politico si sollecitano degli interventi. Molte domande sono ferme in attesa dei controlli da parte delle ASL. Spettano infatti a queste le verifiche delle condizioni di svantaggio.
Ma la mancanza di personale nelle strutture sanitarie adibito alla verifica delle condizioni di svantaggio, sta rallentando fortemente tutta la procedura. Lo stesso assessore alla Sanità della regione Puglia Antonio Tutolo ha sollecitato degli interventi per accelerare le operazioni di verifica e controllo. Ritardi si erano riscontrati in un’altra regione meridionale, la Sicilia. Qui a creare problemi l’erogazione del Supporto per la formazione e il lavoro (SFL).
A rallentare le operazioni, il mancato aggiornamento delle schede personali anagrafiche dei percettori, con certificazioni di idoneità degli Enti formatori in fortissimo ritardo e corsi di formazione non presenti nella piattaforma. Anche in questo caso è stato necessario l’intervento diretto della Regione. In Puglia la carenza di personale nelle ASL rende troppo lente le procedure e blocca il riconoscimento della condizione di svantaggio.
La richiesta da parte dell’assessore Tutolo è proprio verso i dirigenti ASL per una dotazione urgente delle figure previste, anche dall’INPS, per risolvere al più presto il problema. I ritardi nelle erogazioni sono quindi forti e aumentano le preoccupazioni dei nuclei familiari coinvolti. Ricordiamo che oltre al riconoscimento della condizione di svantaggio è necessario che i richiedenti siano registrati al SIISL (Sistema informativo per l’inserimento sociale e lavorativo).
Dopodiché sottoscrivano il Patto di attivazione di attivazione digitale (PAD) e rispondano alla convocazione del Centro per l’impiego per il completamento dell’istruttoria e l’avvio alle politiche attive al lavoro. Quindi un iter lungo che con questi ritardi potrebbe diventare lunghissimo.
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