Accettare il 730 precompilato esula dai controlli dell’Agenzia delle Entrate? Cosa c’è da sapere su questo aspetto e a cosa fare attenzione
A breve inizierà il periodo nel quale ci si dovrà dedicare alla dichiarazione dei redditi. Per i lavoratori dipendenti sarà il momento, dunque, di decidere se accettare o meno il 730 precompilato, quello che viene predisposto dall’Agenzia delle Entrate senza che il contribuente apporta modifiche. Così facendo è possibile evitare i controlli e dunque eventuali sanzioni legate ad una comunicazione errata dei redditi? Facciamo chiarezza su questo aspetto e vediamo cosa è necessario sapere.
Accettare il 730 precompilato oltre che far risparmiare tempo al contribuente, gli permette di essere esonerato dai controlli preventivi. Cosa significa questo? Che è la strada giusta e anche un tantino furba per evitare che il proprio nome finisca nei controlli random che di volta in volta vengono eseguito dall’Agenzia? Nient’affatto.
Se è vero, infatti, che con il 730 precompilato vengono aggirati i controlli preventivi, ovvero quelli che se non conformi possono bloccare la liquidazione del rimborso previsto quando si rilevano delle incongruenze fino ad importi massimi di 4 mila euro, non è detto che non si può incappare in ulteriori verifiche che di solito vengono fatte per controllare tutti gli importi dichiarati ed eventuali elementi e dati che non sono conformi e corretti.
Se ci sono degli errori, infatti, il contribuente non viene giustificato anche se ha accettato il 730 precompilato perché è nei suoi doveri quello di vigilare e controllare se quanto fatto dall’Agenzia delle Entrate è corretto o meno.
Ancora oggi molti utenti pensano che scegliendo la strada del 730 precompilato possano dormire sonni tranquilli in quanto compilato dall’Agenzia e dunque esonerati da problematiche e contenziosi. Non è affatto così. Oggi i dati in mano all’Agenzia sono sempre maggiori e corretti certo, ma non è detto che ci possano essere errori o inesattezze che di fatto portano ad una dichiarazione dei redditi non conforme.
E se questo accade, di fronte ad un accertamento che pone in essere una dichiarazione infedele poi scattano le sanzioni che variano dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta. Spetta dunque al contribuente integrare o correggere i dati che sono stati inseriti nella dichiarazione precompilata per evitare un accertamento con successiva sanzione ed interessi per le imposte evase.
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